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Economia - Intervista al sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, che annuncia la creazione del polo termale più grande d'Europa

“Se Viterbo dorme non dipende da me”

di Francesca Buzzi

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Gianni Moscherini

– “Terme, io ho avuto la capacità di farle”.

Il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini sintetizza così, in una sola frase, l’importantissimo traguardo raggiunto dalla sua amministrazione: il polo termale, che a settembre inizierà a prendere forma, e che già da adesso sta alimentando un’accesa polemica anche a Viterbo.

“I civitavecchiesi aspettavano le terme dal 1947 – spiega il sindaco Moscherini -. La mia amministrazione gliele ha fatte avere. Dopo l’estate partiranno i lavori e, secondo le previsioni, sarà tutto pronto tra circa tre anni”.

Un progetto di ampio respiro che metterà in piedi un indotto economico di dimensioni enormi e si collegherà in particolare con il porto di Civitavecchia, puntando sugli scali crocieristici.

“A lavori ultimati – continua Moscherini – avremo il polo termale più grande d’Europa. La struttura sarà collegata con diversi alberghi, con un campo da golf da 18 buche, con uno spazio museale nel quale sarà possibile visitare le pozze termali antiche e, ovviamente, con le crociere che fanno scalo nel nostro porto”.

E Viterbo, la città che vanta sul suo territorio le celebri sorgenti sulfuree citate perfino da Dante nella Divina Commedia, quando si deciderà a fare qualcosa? Ora, almeno, ha qualcuno a cui ispirarsi. Sempre se non è ormai troppo tardi o se il traguardo raggiunto da Civitavecchia non oscuri le terme della Città dei Papi, cosa che in molti già paventano.

Moscherini, dal canto suo, si dice fiducioso e disponibile a gettare un’ancora di salvezza nei confronti di Viterbo. “Io non credo che le nostre terme oscureranno quelle di Viterbo – assicura Moscherini -. Stiamo parlando di due città che hanno un flusso turistico completamente diverso. A Civitavecchia si punterà sui croceristi che a Viterbo non ci sono, ma questo non esclude che possano funzionare anche lì con un bacino d’utenza di un altro tipo”.

Del resto non è certo colpa di Civitavecchia se a Viterbo il progetto non è ancora stato avviato.

“Se Viterbo non si muove e dorme – aggiunge – non dipende da noi. Detto questo, voglio precisare che Civitavecchia non ha nessuna intenzione di “far del male” alla Tuscia. Anzi, potremmo trovare una soluzione che faccia comodo ad entrambe le città per dare uno sbocco ancora più ampio all’indotto termale”.

Una sinergia che secondo il primo cittadino civitavecchiese sarà possibile soltanto se, una volta per tutte, si riuscirà a concludere la superstrada che collega Viterbo a Civitavecchia.

“Senza superstrada non si fa niente – spiega – e ora credo che dopo anni di chiacchiere inutili e inconcludenti siamo di fronte alla seria opportunità di rendere questo sogno una realtà. Come? Semplice. Servendosi dei privati. E’ inutile aspettare i soldi dell’Anas. L’impresa privata che costruirà l’autostrada per Livorno, ad esempio, potrebbe benissimo essere incaricata di completare anche la superstrada. Nel frattempo Viterbo dovrebbe ristrutturare le sue terme. Così in pochi anni il gioco è fatto”.

Detto così sembra tutto facile. Allora perché a Viterbo non si muove una paglia? Moscherini, forse, potrebbe insegnare qualcosa al sindaco Marini, magari spiegandogli quello che ha fatto lui a Civitavecchia…

“Che dire – dice Moscherini – io ho avuto la capacità di farle fare le terme. Ho ereditato una situazione a dir poco disastrosa. L’ultimo tentativo, fallito, di concludere il progetto era stato fatto nel 1999. La mia amministrazione ha messo le mani su una serie di cose abbandonate. Abbiamo riordinato le carte, poi fatto la gara, eccetera. Ora, con grande soddisfazione, ci avviamo a vedere i frutti di tutto questo lavoro, anche grazie al beneplacito della Regione Lazio”.

Il grosso è già fatto, considerando che da settembre il cantiere inizierà ad attivarsi, ma molto c’è ancora da fare, anche, appunto, in vista di una sinergia con Viterbo.

“Se i miei concittadini mi rieleggeranno – conclude Moscherini – continueremo su questa linea e faremo tante altre cose. Giulio Marini lo conosco bene e lo stimo molto, come politico e come amico. Se anche dalle sue parti si muoverà qualcosa, sarò ben felice di portare avanti un progetto condiviso”.

Francesca Buzzi


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30 aprile, 2012

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