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Viterbo - L'imprenditore è stato arrestato dalla finanza Toscana

Il bancorottiere della telefonia con due sedi nella Tuscia

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Guardia di finanza

<p>Guardia di finanza</p>

– La bancarotta fraudolenta passa via telefonino anche nel Viterbese.

Un imprenditore toscano 57enne, finito in manette per bancarotta ed evasione fiscale, aveva due sedi anche nella Tuscia.

Con lui sono indagati anche altre nove persone, sette dipendenti, un avvocato e un commercialista.

L’uomo, Gianluigi Vannini, è stato arrestato dalla guardia di finanza di Pontassieve (Firenze).

Secondo gli investigatori dal 2005 al 2010, avrebbe gestito sette punti vendita di prodotti elettronici di grandi brand, fra i quali uno a Viterbo e l’altro a Tarquinia.

Sarebbero stati intestati a prestanome e fra questi figurerebbero anche dipendenti. Tutti i negozi stando alle indagini, acquistavano merce: telefonia ed elettrodomestici, ma non pagavano i fornitori e poco tempo dopo chiudevano, fallendo o cedendo rami d’azienda. Causando, così,  gravi economici danni a chi aveva fornito la merce a all’erario.

Secondo i finanzieri la somma sarebbe ingente: 45 milioni di euro non dichiarati, oltre otto milioni di Iva non versata, 450mila euro di Irap e 618mila euro di Irpef.

I punti vendita, oltre a Viterbo e Tarquinia, erano anche a Firenze, Piombino, Terni, Ascoli Piceno e Pesaro.

Dodici aziende, che avevano consegnato merce per trenta milioni di euro, non sarebbero mai state pagate perché i negozi chiudevano prima che scattassero le azioni di recupero credito.

In compenso, sostengono gli investigatori, l’uomo avrebbe una villa con piscina e viaggiava su auto di lusso, compresa un Mercedes da 150mila euro.

Le indagini sono scattate dall’ottobre del 2010.


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10 maggio, 2012

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