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Tarquinia - Il comitato Marina Velca senza fango di nuovo sul piede di guerra

“La Regione ricorre fuori tempo massimo e non paga i risarcimenti”

<p>Marina Velka sotto il fango</p>

Riceviamo e pubblichiamo - Ancora una volta la pubblica amministrazione, questa volta vestita da Regione Lazio, fa sfoggio dei suoi difetti peggiori: arroganza e spregio del denaro pubblico!

I cittadini del Comitato “Marina Velka Senza Fango” costituitosi dopo le devastanti alluvioni del 2004 e 2005 che hanno messo in ginocchio aziende, attività e privati di Tarquinia Lido e Marina Velka, dopo un’estenuante battaglia legale, hanno visto riconoscere i propri diritti con sentenza n. 1/2011 del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche del Lazio, che ha condannato la Regione Lazio a risarcire i danni provocati dalla suddetta alluvione, causata da anni di incuria dei corsi d’acqua.

La Regione Lazio avrebbe potuto proporre appello entro i termini stabiliti dalla legge, che, in questo caso, erano di 30 giorni dalla notifica di copia integrale del dispositivo della sentenza stessa da parte della cancelleria del tribunale, adempimento che è effettivamente intervenuto in data 15.03.2011.

Orbene, non avendo la Regione notificato alcun appello entro i citati termini, la sentenza è passata in giudicato ed è divenuta esecutiva.

La Regione Lazio, però,con una discutibile strategia forense creativa, ha incaricato un legale esterno all’avvocatura regionale di proporre appello avverso la suddetta sentenza solo nell’aprile 2012 – a termini abbondantemente scaduti da oltre un anno – con il palese ostruzionistico scopo di allungare i tempi del pagamento del risarcimento dei danni, peraltro preannunciato nel mese di novembre 2011 con lettera proveniente proprio dall’avvocatura regionale.

A tale lettera, però, non è stato dato fattivo seguito mediante il pagamento dell’importo dovuto, maggiorato di rivalutazione ed interessi (come previsto in sentenza), nonostante fosse stato richiesto ai danneggiati di aprire (cosa che è stata fatta) un conto corrente per l’accredito delle somme, tanto che i legali del comitato, decorsi i termini di legge, hanno provveduto a notificare, alla Regione Lazio, atto di precetto.

Con un repentino ed inaspettato ripensamento, quindi, “la Regione Lazio tenta di arrampicarsi sugli specchi pur di non pagare”, afferma il presidente del Comitato Elena Scopelliti: “leggi e balzelli valgono solo per i cittadini e non per le istituzioni che per prime dovrebbero osservarle!”.

I legali del comitato, avvocati Claudio Ciarrocchi, Emanuela Muller ed Elisabetta De Luca Raponi, che hanno portato a buon fine una querelle che ai più sembrava fin dall’inizio disperata, esprimono “il proprio personale disappunto per il contegno – quantomeno irrituale e anomalo – della Regione e della sua avvocatura, ente pubblico territoriale, diretta emanazione dello Stato”.

L’appello della Regione è stato intrapreso, oltre i termini di legge, su delega del suo presidente Renata Polverini a soli fini dilatori, senza considerare il fatto che il decorso del tempo non fa che produrre l’ulteriore decorso degli interessi legali sulle somme liquidate dal Tribunale, con conseguente accrescimento dell’importo dovuto e ulteriore dispendio di denaro pubblico.

I legali del comitato non si perdono d’animo e stanno studiando le iniziative più appropriate per raggiungere l’obiettivo riconosciuto dai giudici e “singolarmente” negato da chi ci governa, oltre a valutare ulteriori azioni di diversa natura nelle sedi giudiziarie competenti.

Comitato Marina Velca senza fango

3 maggio, 2012 - 2.48
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