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40 arresti - Almeno in otto davanti al gip, tra cui le fidanzate dei fratelli Barberio e l'altra donna arrestata

Operazione Drago, raffica di interrogatori

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Gli arrestati
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Gli arrestati

Gli arrestati
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Gli arrestati
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Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

– Pomeriggio di interrogatori, quello di ieri, per gli arrestati dell’operazione Drago (foto*video).

Almeno in otto sono comparsi davanti al gip.

Uno, caporal maggiore dell’esercito, è stato sentito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.

Altre due sono donne, entrambe romene, fidanzate dei fratelli Michel e Django Barberio, ritenuti il motore del sodalizio: si tratta della 23enne Alina Mihaela Niturad e della 37enne Janina Vasilescu, rinchiuse nel carcere femminile di Civitavecchia.

La prima, incensurata, ha negato di fare uso di stupefacenti, aggiungendo di maltollerare il vizio di Michel di drogarsi. La ragazza è inoltre apparsa preoccupata per il figlio di cinque anni, affidato ai servizi sociali e che non vede dal giorno dell’arresto.

Quanto a Janina Vasilescu, invece, come altri coindagati, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Ha risposto, invece, a tutte le domande del gip di Civitavecchia la terza e ultima donna arrestata all’alba di lunedì: Dorathy Ike, 38enne nigeriana residente a Corchiano. Anche lei, come la fidanzata di Michel Barberio, ha respinto ogni accusa, sostenendo di essere stata fraintesa: nelle intercettazioni che la riguardano si parla dell’acquisto di una macchina, non di stupefacenti.

Tra i legali, qualcuno ha già avanzato un’istanza di sostituzione del carcere con la libertà provvisoria o i domiciliari. Altri hanno preferito, invece, aspettare, riservandosi per i prossimi giorni la possibilità di fare richieste per i propri assistiti.

Esorbitante il cumulo di accuse a vario titolo. Si va dallo spaccio di droga al traffico di anabolizzanti, fino ad arrivare all’usura e all’estorsione, passando per sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. I capi di imputazione sarebbero oltre 200.

Il sodalizio, dedito principalmente allo spaccio presumibilmente finanziato con gli altri traffici, è stato smantellato all’alba del 28 maggio, con il blitz Drago: 40 ordinanze di custodia cautelare di cui 30 in carcere e dieci ai domiciliari.

Gli arresti, in realtà, non sono stati eseguiti tutti. All’appello mancherebbero ancora tre personaggi che le forze dell’ordine non sono riuscite a rintracciare perché all’estero o senza fissa dimora. Gli altri sono rinchiusi in casa, nelle carceri di Viterbo o delle altre regioni in cui è scattata l’operazione (Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio).

Gli interrogatori andranno avanti, con tutta probabilità, fino a venerdì. Dopodiché, il gip deciderà all’inizio della prossima settimana sulle richieste avanzate dalle difese, dopo il parere del pm titolare dell’inchiesta Stefano D’Arma.

Domani, tra gli altri, toccherà ai due Barberio.


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31 maggio, 2012

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