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Acquapendente - L'ex sindaco Anna Maria Meaccini: "E' ora di aprire una profonda discussione sulla natura del piano di rientro sanitario regionale"

Ospedale, finalmente se ne discute in commissione

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Riceviamo e pubblichiamo – Giovedi 24 maggio, dopo un’ interminabile attesa, in commissione regionale sanità si discuterà dell’ospedale di Acquapendente come ospedale montano su proposta di legge presentata dal consigliere regionale Giuseppe Parroncini, che già nella passata legislatura era stato il primo firmatario di una legge ad hoc.

A questo punto, è stata aggiunta la situazione critica dell’ortopedia di Belcolle, una criticità che ha radici antiche e di non facile soluzione.

Questa cosa non mi piace, non perché voglio togliere importanza all’ortopedia di Belcolle, ma perché credo che l’ospedale di Acquapendente merita un discorso a parte ed improcrastinabile, sia perché non diventi il frutto di qualche ulteriore inciucio e sia perché è il primo ospedale, che per le sue coordinate geografiche nel Lazio, nella macroarea nella quale siamo stati inglobati e nella Asl di Viterbo, ha la ragione concreta di esistere ed invece è stato il primo ad essere strangolato dalla presidente della Regione e dalla direzione strategica della Asl, con la protervia di chi tutto può decidere della vita e della morte delle persone.

Vorrei ricordare a costoro che garantire il diritto alla sicurezza di vita e alla salute è il loro principale compito istituzionale; non garantirlo è il modo più vile di uccidere.

E’ proprio di ieri la radiografia agghiacciante resa pubblica da Cittadinanza attiva, sulla situazione sanitaria del Lazio: l’aggravarsi delle criticità presenti nel sistema sanitario laziale rischiano da un momento all’altro l’implosione completa: gli aumenti delle segnalazioni sui pronto soccorso, gli operatori che non vengono sostituiti, l’accrescersi della disperazione tra i cittadini con la paura sempre più palpabile di morire per strada, nei corridoi dei pronto soccorso o di finire sbattuti da un capo all’altro della Regione; l’indebolimento di un sistema sanitario che va a colpire soprattutto le fragilità sia territoriali che umane, che umilia gli operatori più qualificati, in frontiera a cercare di rimediare ad una situazione di emergenza e di continua tensione.

La presidente e commissaria ad acta per la sanità Polverini è stata bocciata dal governo, che di fatto ha bloccato i finanziamenti spettanti alla sanità laziale, vale a dire che i tagli orizzontali e indiscriminati operati dalla regione non solo non hanno prodotto alcun effetto finanziario positivo, tanto da non ottenere neanche i fondi Fas, di fatto hanno solo prodotto scompiglio nell’assetto della rete ospedaliera regionale, perdita di posti di lavoro qualificato in sanità e soprattutto un notevole peggioramento delle prestazioni sanitarie ai cittadini, senza andare ad intaccare minimamente gli sprechi e i tanti posti da dirigente inutili.

Credo che sia giunta l’ora di aprire finalmente una profonda discussione sulla natura del piano di rientro e di una fase commissariale disastrosa in consiglio regionale in seduta straordinaria, cosa che non è stata mai fatta dall’uscita dei decreti sulla sanità, che istituivano le macroaree e ridisegnavano l’intera rete ospedaliera del Lazio, per aprire una fase nuova fatta di proposte concrete, che partendo dai territori tengano conto dei bisogni dei cittadini, misurandosi con le grandi restrizioni finanziare del momento e del piano di rientro, ma con la consapevolezza che la salute oltre ad essere un bene essenziale è anche utile.

Anna Maria Meaccini
Ex sindaco


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23 maggio, 2012

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