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Tribunale - Pochi giudici e incompatibili, i processi annaspano

Quando la giustizia si “incarta”

di Holly Golightly

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Un processo vecchio di anni rinviato per l’ennesima volta e fatto ripartire da capo. Storie di ordinaria amministrazione al tribunale di Viterbo.

Almeno una decina le udienze saltate ieri mattina. Quasi tutte per questioni riguardanti rotazioni, cambiamenti e incompatibilità dei giudici.

Tra i tanti casi, quello di un marito a giudizio per interferenza illecita nella vita privata della moglie, vecchia versione del reato di stalking che nel 2008 non esisteva ancora.

Lui è accusato di aver piazzato microspie in casa, nell’auto e perfino nella borsa di lei che, non appena se n’è accorta, quattro anni fa, lo ha denunciato e trascinato in tribunale.

Ma quattro anni e cinque giudici dopo, non è ancora dato sapere come andrà a finire. Il processo è rimasto finora impantanato nella burocrazia della giustizia, fatta di equilibri fragilissimi: basta trasferire un giudice per romperli.

Al magistrato che se ne va, ne subentra un altro che, se ha fatto il gip o il gup in precedenza, in quella stessa vicenda, risulta incompatibile e deve lasciare il campo a un collega.

I giudici di Viterbo, però, sono pochi. Il rischio è che, in qualche sfortunato caso, siano tutti incompatibili. E allora che si fa? Il processo salta. Di mese in mese – quando va bene, perché tra un rinvio e l’altro possono anche passare anni – e di magistrato in magistrato. Anche a costo di finire di nuovo davanti a un giudice già dichiaratosi incompatibile ma che, ahimè, non può fare niente, se non rinviare la causa e passare la “palla avvelenata” a qualcun altro. Proprio com’è successo ieri mattina, quando diversi processi già sazi di rinvii sono tornati dinanzi ai vecchi giudici che si erano astenuti per incompatibilità.

E’ il circolo vizioso della giustizia viterbese. Problema mai risolto che, ieri mattina, è tornato a riproporsi con estrema urgenza. E neppure i nuovi got (giudici onorari di tribunale) operativi da marzo bastano a “tappare i buchi”. Perché se i got sono stati in passato vpo (vice procuratori onorari che esercitano la funzione di pm), come accade a Viterbo, si torna da capo. Il giudice coincide col pubblico ministero. Quindi è incompatibile. Quindi rinvia la causa.

Quella del marito che spiava la moglie, intanto, è slittata al 18 ottobre. Ripartirà dall’inizio, perché ogni volta che un giudice cambia si ricomincia dall’ascolto del primo testimone, a meno che gli avvocati non si oppongano.

Se non altro, stavolta, il quinto giudice che ha preso in carico il caso sarà quello definitivo. E almeno un processo è sistemato.
Per tutti gli altri c’è la prescrizione.

Holly Golightly


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4 maggio, 2012

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