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L'opinione di un candido democristiano

Terme, chapeau a Moscherini…

di Renzo Trappolini

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Renzo Trappolini

– Può darsi che nell’annuncio di Civitavecchia città termale ci sia un po’ di demagogia, considerandolo così a ridosso delle elezioni comunali di domenica prossima.

Però, gli ingredienti imprenditoriali, finanziari e il sostegno pubblico pare ci siano tutti.

Chapeau a Moscherini, che sull’acqua, quella del porto e quella della Ficoncella, sta costruendo il futuro della città in cui arrivò da sindacalista nazionale dei trasporti per fare da autorità portuale e si è ritrovato con la fascia di sindaco.

Il disegno strategico ce l’ha, le potenzialità della natura e le infrastrutture, pure (il suo impegno per riaprire il discorso sulla ferrovia Civitavecchia Orte è stato determinante: a proposito, a che punto sono il progetto e i fondi dell’Unione europea, della Regione, del Porto e dell’Interporto? A Viterbo che dicono?).

La volontà non gli è mancata e probabilmente si sta dando da fare per trovare finanziatori privati dell’ultimo tratto della Superstrada.

Però, i suoi croceristi sono anzitutto croceristi: arrivano, sostano in città per poco e ripartono.

La grande domanda in risposta all’offerta di beni culturali e ambientali del nord ovest del Lazio fino a parte dell’Umbria, è più ampia e viene da Roma e dalle sue correnti turistiche, anche quelle di crociera.

Si era letto che il tutto fosse all’attenzione di un “tavolo” – come si dice oggi – tra le amministrazioni dei territori interessati.

C’era pure la Provincia di Viterbo e i politici locali sicuramente saranno stati propositivi ed attenti anche alle proposte ed iniziative degli altri.

L’annuncio della fuga solitaria di Moscherini, però, non sembra confermarlo.

Né può aiutare a capire l’evocazione di “guerre” tra Civitavecchia (Città vecchia) e Viterbo (Vetus urbs, Vecchia Città) – nel nome, un comune destino, si direbbe – seppure avanzata per scongiurarle. E neppure il politichese di sinergie da realizzare d’ora in avanti.

Altro che “Provincia granda”, da Cerveteri ad Orvieto, lambendo Grosseto, con la regia della Pisana! Non resta che consolarci con Dante, il Bullicame nei suoi versi e i piedi nell’acqua di quel che è fatto è fatto. Per perdonarci, diciamo che è un film già visto.

Ma il gallo, o meglio il Grillo, sembra che abbia già cantato le tre famose volte.

Renzo Trappolini


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2 maggio, 2012

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