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Tutti in piazza per il lavoro

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Da sinistra: Rino Orsolini (Federlazio), Ferindo Palombella (Camera di commercio) e Giancarlo Turchetti (Uil)

Da sinistra: Rino Orsolini, presidente di Federlazio; Ferindo Palombella, presidente della Camera di commercio; Giancarlo Turchetti, segretario Uil

Orsolini, Palombella e Turchetti

Orsolini, Palombella e Turchetti

– La Tuscia vuole tornare a sperare.

Per questo sindacati, associazioni di categoria e imprenditori si ritroveranno insieme venerdì 25 maggio alle 19,30 in piazza del Comune per manifestare e chiedere al governo decisioni che possano dare respiro a chi lavora e a chi ha un’impresa. Per il lavoro e lo sviluppo.

Tornare a sperare e non solo: “Vogliamo che la Tuscia – spiega Rino Orsolini (Federlazio) – torni anche a sorridere”. Progetto ambizioso. Sul “banco degli imputati” il premier Monti e il suo governo, poco decisionista e impaurito.

La sua ricetta tutta tasse e poco sviluppo non funziona. “Non so quale sia la medicina – spiega Orsolini – intanto si pensi a pillole per arginare la situazione”. Alle famiglie più soldi, meno tasse. Perché se chi lavora spende meno, altri andranno in cassa integrazione, pagata dallo stato, quindi dagli italiani. Un circolo vizioso che fa soffrire l’economia locale e in particolare quella della Tuscia, già alle prese con problemi strutturali.

Il governo centrale deve darsi una mossa, ma pure gli enti locali devono fare la loro parte.

“Noi – continua Orsolini – pungoliamo la politica affinché prenda decisioni che non prende. I nostri cantieri rimangono aperti 25 anni, dovrebbero chiudere in tre. Ma è un muro di gomma. Sono mesi che sento promesse, finora sono arrivate solo tasse”. Ci manca solo quella per cani e gatti, ma potrebbe arrivare pure quella.

“Gli enti locali – osserva Giancarlo Turchetti della Uil – soffrono per i tagli e i mancati introiti, poi i soldi verranno spesi anche male, non lo so.

Al comune di Viterbo sono stati aumentati gli assessori quando non ce n’era bisogno”.

La presentazione dell’iniziativa alla Camera di commercio. “L’ultimo input alla manifestazione – spiega il presidente Ferindo Palombella – è arrivato dai dati Polos, impietosi sulla crisi che stiamo vivendo. Giusto che si faccia qui, nella casa delle imprese e dei cittadini”.

La situazione non sembra destinata a cambiare. “Gli stipendi devono aumentare – dice ancora Orsolini – siamo al settimo posto in Europa, ma 23esimi per quelli che percepiscono i dipendenti.

Devono abbassare le tasse, altrimenti il paese si ferma. L’Imu sia una tassa una tantum, sopratutto per la prima casa, poi sparisca e sia scongiurato un altro aumento dell’iva”.

Quindi il settore pubblico s’impegni a pagare le imprese per i servizi erogati, senza costringerle a chiudere e ci adoperino per tagliare la spesa pubblica.

“Per 250 miliardi – ricorda Turchetti – il governo nel primo anno si era impegnato per una riduzione di ottanta miliardi, ma finora non ho visto nulla. La crisi che stiamo attraversando ci vede tutti uniti, è il momento d’intervenire per dare fiducia alle famiglie che ne hanno bisogno”.

Il 25 in piazza a manifestare ci saranno: Adiconsum, Adoc, Cgil, Cia, Cisl, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confeserenti, Federconsumatori, Federlazio, Legacoop, Ugl, Uil e Unindustria. Ovviamente sono invitati tutti i cittadini.

Giuseppe Ferlicca


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