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Los Angeles - Così il maestro Vignati alla presentazione dell'Italian operafestival all'Istituto di cultura

“Un mosaico di arte e cultura”

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Il maestro Vignati alla presentazione dell'Italian operafestival

Il maestro Vignati alla presentazione dell'Italian operafestival

Il pubblico in sala

Il pubblico in sala

Il console italiano Giuseppe Perrone

Il console italiano Giuseppe Perrone

Gli ospiti in sala

L'assessore alla cultura del Comune di Viterbo Enrico Maria ContardoL’assessore alla cultura del Comune di Viterbo Enrico Maria Contardo
Alberto Di Mauro, direttore dell'Istituto italiano di cultura

Alberto Di Mauro, direttore dell'Istituto italiano di cultura

L'assessore alle Politiche sociali della Provincia di Viterbo Paolo Bianchini

L'assessore alle Politiche sociali della Provincia di Viterbo Paolo Bianchini

Un momento dell'esibizione

Un momento dell'esibizione

(p.p.) – “Un mosaico di musica e cultura”. (fotoracconto 1)

Con queste parole il maestro Stefano Vignati ha presentato all’istituto italiano di cultura di Los Angeles l’Italian operafestival che debutterà il 30 maggio al Soka performing arts center di Aliso Viejo.

“Esattamente un anno fa – ha detto Vignati agli ospiti in sala – vi abbiamo mostrato un ambizioso progetto fatto di cultura, arte ed educazione. Questo programma pieno di speranze ed entusiasmo, oggi si realizza dopo quasi tre anni di duro lavoro speso a costruire l’evento passo dopo passo”.

Un progetto che dà spazio alla musica ma non solo. “L’Italian operafestival – ha continuato – può essere definito un vero mosaico di elementi: l’opera, l’arte, la moda, il cibo e il vino, tutti uniti dallo stile italiano”.

Un disegno in cui trova spazio anche la formazione. “Ne fanno parte i giovani artisti dei progetti di alta formazione Prove d’orchestra e Gioventù all’opera. A loro si uniranno i musicisti della Youth Philharmonic orchestra di San Diego e alcuni professionisti italiani. E poi i cantanti che pur giovani, sono già famosi a livello internazionale”.

Il maestro ha quindi elencato gli appuntamenti in programma: il concerto d’apertura con Bruno Praticò il 30 maggio, Impariamo l’opera con gli attori italiani Emanuela Appolloni, Chiara Palumbo e Paolo Manganiello il 31 e la serata finale del primo giugno con il Rigoletto.

Accanto alla musica anche la moda. “In contemporanea a questo ci sarà l’esposizione “Le donne di Puccini”, curata da Viviana Ginebri che si occuperà anche dei costumi dell’Elisir di Donizetti in programma la seconda serata”.

Dopo i ringraziamenti, il maestro Vignati ha chiuso il suo discorso invitando il pubblico ad assistere alla manifestazione, convinto che il duro lavoro di questi anni sarà un’emozione da non perdere.

Prima di lui è intervenuto il console italiano Giuseppe Perrone. “La Tuscia è una zona ricca di storia e cultura – ha esordito -. Vale la pena visitarla per godere delle sue ricchezze. Con l’Italian operafestival si prepara per noi una settimana ricca di eventi con grandi artisti. Vi ringrazio – ha detto rivolgendosi al maestro Vignati e a Claudio Ferri – di averci portato questa bellissima manifestazione, soprattutto a ridosso delle celebrazioni del 2 giugno che per noi italiani hanno un grande significato”.

Presenti alla conferenza anche l’assessore alla Cultura al Comune di Viterbo Enrico Maria Contardo e quello alle Politiche sociali della Provincia Paolo Bianchini. Entrambi hanno illustrato le bellezze della Tuscia a partire dal ricco patrimonio artistico-culturale della provincia.

Con loro anche il direttore della Confcommercio Mauro Barlozzini che ha detto di voler cogliere questa esperienza musicale come occasione di promozione dei prodotti della Tuscia e dei loro produttori.

A introdurre gli interventi, il direttore dell’istituto italiano di cultura Alberto Di Mauro. “Stasera all’istituto inizia l’avventura dell’Italian operafestival – ha affermato -. Dal 30 maggio al primo giugno godremo del più rappresentativo repertorio dell’opera italiana. Il festival porta a Los Angeles non solo la musica ma anche la storia, la cultura e la gastronomia della Tuscia, una terra da scoprire e che invito a visitare”.

Spazio quindi alla musica. Una piccola parte dell’orchestra ha eseguito un breve tributo a Verdi. A farla da padrone, però, è stato l’inno di Mameli.

Dopo  le prime note, il pubblico italoamericano in sala si è alzato in piedi iniziando a cantare parola per parola. Senza sbagliare. Hanno tirato fuori l’orgoglio e riscoperto le origini fino al sì finale che ha fatto scattare un commosso applauso.

Alla conferenza c’erano, tra gli altri, Anna Paola Sanidero, Elena Marinelli, responsabile commerciale del consolato, Paolo Migliozzi, presidente della fondazione Italia e Letizia Miccoli, direttore della Camera di commercio italiana.

La lunga giornata del Tuscia operafestival è iniziata alle 9 di mattina. Il bus ha portato i ragazzi dell’orchestra da Aliso Viejo a Los Angeles.

Prima di arrivare all’istituto di cultura, per la presentazione dell’evento americano, c’è stato anche il tempo per una visita alla chilometrica spiaggia di Santa Monica. (fotoracconto 2)

Un tuffo nell’oceano ma soprattutto nella vita losangelina. Sul lungo molo si incontrano attrazioni di ogni genere. Dall’illusionista con il gioco delle palline che coinvolge il suo sbalordito pubblico all’uomo dei pappagalli.

Ma c’è anche gente comune che scava enormi blocchi di ghiaccio con in mezzo delle infradito sponsorizzate da una famosa marca americana. Un duro lavoro con chiavi e oggetti appuntiti ritrovati per strada solo per il gusto di portasele a casa.

E tra gli skateboarders e i runners (corridori) tra le contorte piante di ulivo della città degli angeli si intravedono anche gli scoiattoli che mangiano le noccioline date dai passanti incuriositi. Scene di ordinaria amministrazione in America.

Paola Pierdomenico


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27 maggio, 2012

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