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Il dibattito sul matrimonio gay - L'opinione di un candido democristiano

All’origine dell’umanità fu il sesso…

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

– Bella l’interpretazione autentica della famiglia al maschile del direttore di Tusciaweb, come registrata dagli ufficiali di stato civile del comune di Viterbo e interessanti tutte le considerazioni sui modi in cui laici – e non – valutano il diritto all’amore nelle eterne sue variabili.

E’ pur vero che, secondo la maggiore religione monoteista (ebrea e cristiana), all’origine dell’umanità fu il sesso. Infatti, dopo il picnic vegetariamo alla mela suggerito dall’astuto serpente, Adamo ed Eva – è scritto nella Bibbia – “si scoprirono nudi” (e meno male!)

E’ vero pure che, proprio nella Bibbia, l’apertura mentale – e fisica – ad ogni forma di sessualità è piuttosto presente (vedi in Genesi e Libro dei Giudici la storia di Lot che, per salvare i suoi ospiti maschi dalla voglia di possederli urlata dai concittadini, li sostituì mettendo a disposizione le due figlie vergini). E, a proposito di verginità – che è prima di tutto un fatto fisico – il Nuovo Testamento e la dottrina della Chiesa sono pieni di approfondimenti ed esemplificazioni, a partire dal casto ménage della Sacra Famiglia. Come, del resto, abbondano di dettagli sessuali i libri di morale ad uso dei confessori.

Nel Codice di diritto canonico, poi, è dichiarata – e ne abbiamo avuto la dolorosa obbligata applicazione di recente qui in provincia –la nullità del matrimonio per l’impotenza di uno dei coniugi, parametrando il sentimento più nobile, l’amore, alla copula che anche agli animali è data ma a taluno, incolpevole, può esser negata quando Altri gli dà la vita.

Guccini, il cantautore, considererebbe in proposito – ma anche per un analogo sentimento d’amore, quello “naturale” tra persone dello stesso sesso – che ”non è pregio o colpa esser fatti così… non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui, ma in questo mondo ci ha schiaffato Lui”.

Perché non consentire a quelli che si amano di godere di diritti, almeno di mutua assistenza basata sul vincolo affettivo, formalizzati, però, con un contratto di fronte allo Stato?

Sarebbe un segno di civiltà e di rispetto della individualità ad ognuno assegnata.

Il regno di Dio, peraltro, non è di questo mondo e nel Vangelo non ci sono riferimenti a partiti che dovrebbero difenderlo.

Piuttosto al capitolo 23. 2-4 di Matteo è scritto: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo. Ma non fate secondo le loro opere: legano infatti pesanti fardelli e li propongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito”.

Renzo Trappolini


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22 giugno, 2012

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