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“Ma quale violazione di segreto d’ufficio?”

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Paolo Gianlorenzo

L'assessore regionale Angela Birindelli [4]

L'assessore regionale Angela Birindelli

“Con tutta questa storia, Luciano Rossini non c’entra”.

Sull’innocenza del suo assistito l’avvocato Carmelo Ratano non ha dubbi.

Il responsabile del settore comunicazione dell’Agenzia delle entrate è finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio.

L’indagine è quella sul giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo e sulla presunta macchina del fango da lui messa in piedi a mezzo stampa.

Una raffica di articoli come manganelli, diretti a colpire i nemici di turno. Nemici che spesso coincidevano con quelli di Angela Birindelli. L’assessore regionale all’Agricoltura, che aveva scelto proprio il giornale di Gianlorenzo per una campagna pubblicitaria, si ritrova, ora, inquisita insieme a lui per tentata estorsione e corruzione. La Procura indaga anche una collega del giornalista, Viviana Tartaglini.

Rossini rientra tra i tre nuovi indagati [5] dal pm Massimiliano Siddi. Le altre due sono Rosalba Rubuano dell’ufficio anagrafe del Comune e Sara Bracoloni della Asl di Viterbo. Sospettate, insieme al funzionario dell’Agenzia delle entrate, di aver fornito notizie riservate a Gianlorenzo, contribuendo ad alimentare la macchina del fango.

Rossini non ha alcuna colpa – assicura il suo legale -. Qualcuno lo ha evidentemente tirato in ballo. Ma a sproposito. Il suo compito, in qualità di responsabile del settore comunicazione, è quello di relazionarsi con enti e anche con giornalisti. Ha un incarico specifico che lo prevede”.

Nessuna rivelazione di segreto d’ufficio, dunque. Anche perché, come precisa l’avvocato, Rossini non potrebbe violare il segreto neanche volendo. Per una questione strutturale. “Le attività dell’agenzia sono separate. Come a compartimenti stagni. Fanno capo a dirigenti diversi. Molte informazioni non raggiungono neppure l’ufficio di Rossini. Come potrebbe rivelarle, se non ne è a conoscenza?”.

Per il suo legale, il responsabile del settore comunicazione all’Agenzia delle entrate “è e resta al di sopra di ogni sospetto. Un professionista di rigore e di una serietà rara, che non teme ulteriori perquisizioni, perché avranno certamente esito negativo”.

Con Rossini, Rubuano e Bracoloni, salgono a sei le persone attualmente indagate dalla Procura di Viterbo.

Dopo i blitz in Regione, nella redazione di Gianlorenzo e a Verona, venerdì è stata la volta di Comune, Asl e Agenzia delle entrate. E proprio durante l’ondata di perquisizioni, i tre dipendenti pubblici sono stati messi al corrente della loro iscrizione nel registro degli indagati.

Non è escluso che la lista possa allungarsi ancora. Soprattutto se gli inquirenti sono intenzionati a battere la pista degli informatori e “fiancheggiatori” di Gianlorenzo. Una rete la cui ampiezza, al momento, è indefinibile.

L’ondata degli avvisi di garanzia, dunque, potrebbe non fermarsi qui.


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