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Carabinieri - I legali stanno presentando le loro istanze al gip e al Riesame

Operazione Drago, le difese chiedono la scarcerazione

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Gli arrestati
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Gli arrestati

Gli arrestati
Gli arrestati
Gli arrestati
Gli arrestati

Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi

Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo

Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo

Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo

Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo

Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino

Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti
Le sostanze dopanti

La droga

La droga

Un bilancino di precisione

Un bilancino di precisione

Alcuni assegni sequestrati

Alcuni assegni sequestrati

– Operazione Drago, le difese chiedono la scarcerazione.

Stanno presentando le loro richieste in questi giorni gli avvocati dei 40 arrestati nel blitz Drago (fotocronacavideo), su una presunta banda dedita a droga, furti, estorsione, traffico di anabolizzanti e prostituzione.

Gli arresti erano scattati all’alba del 28 maggio, nell’operazione che i carabinieri hanno chiamato “Drago”, dal cognome di un cittadino romeno vittima di estorsione.

L’uomo doveva pagare una vecchia partita di droga ai fratelli Michel e Django Barberio, di Soriano nel Cimino, ritenuti il “motore” del sodalizio. I Barberio pretendevano che Dragos pagasse il suo debito, esasperandolo al punto da spingerlo a un atto intimidatorio: sparare una decina di colpi d’arma da fuoco contro la Bmw dei Barberio.

E’ da qui che, il 17 gennaio 2011 partì l’indagine dei carabinieri di Soriano, allargatasi a macchia d’olio fino a inglobare altre 38 persone sparse tra Viterbo e provincia, Roma, Terni, Piacenza, Perugia e Cremona. Tutto in sinergia con gli uomini del nucleo operativo e con il sostituto procuratore di Viterbo Stefano D’Arma.

La raffica di interrogatori davanti al gip Franca Marinelli si è conclusa venerdì. Alcuni avvocati hanno già avanzato le loro richieste. Gli altri, o perlomeno la maggior parte di loro, le stanno presentando in questi giorni.

Entro mercoledì il pm dovrà esprimere il proprio parere e passare gli atti al gip per la decisione.

Nel frattempo resta aperta per i difensori la strada del Riesame. Una precauzione che molti hanno voluto prendere, prima della scadenza dei termini: l’istanza al tribunale della libertà va infatti preparata entro i dieci giorni successivi all’applicazione della misura cautelare.


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5 giugno, 2012

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