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Tribunale - Per minacce e rapina - Assolto dalle accuse di lesioni e sequestro di persona

Pestò la compagna per due ore, condannato

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– Condannato per minacce e rapina. Assolto per lesioni e sequestro di persona.

Termina così il processo a un 31enne romeno residente a Capranica, imputato per aver picchiato per due ore la sua compagna, la notte di Pasqua.

La sentenza del tribunale di Viterbo è arrivata ieri pomeriggio. Il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone (a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni) gli ha comminato una pena di due anni e due mesi, solo per le accuse di minacce e rapina. Le altre sono cadute entrambe. Più per la clemenza della sua compagna, che dei giudici. Le ha spaccato il setto nasale con un casco, ma lei ha ritirato la querela per lesioni. E non ha neanche cercato di scappare, la sera di Pasqua, mentre lui la prendeva a schiaffi, fermandosi ogni tanto per un bicchiere di vino. Nessun sequestro di persona, hanno scritto anche i giudici del tribunale del Riesame: lei è rimasta senza che lui la costringesse.

Tutto nasce due mesi fa da una lite di coppia. Lei, stanca della gelosia del suo uomo, scappa di casa e si rifugia da un amico, a Vetralla. Quando lui lo viene a sapere monta su tutte le furie. Per telefono minaccia l’amico, che gli lascia addirittura la porta di casa aperta, nel timore di ritrovarla sfondata. Lei dice di essere stata aggredita mentre sedeva tranquilla su un divano. Lui la racconta diversamente: “Li ho trovati a letto insieme quando sono arrivato. Allora ho perso la testa”.

Il pestaggio è durato due ore. Dalle dieci a mezzanotte. Con l’amico che, intanto, si nascondeva nella stanza accanto, per paura. Uscendo, lui la minaccia intimando di non sporgere denuncia ai carabinieri e le ruba il cellulare.

Succedeva il 10 aprile. Lei impiega più a guarire che a perdonarlo. Dopo cinque giorni è già pronta a riprenderlo in casa. La prognosi del pronto soccorso è di due settimane.


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13 giugno, 2012

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