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Macchina del fango - Il sindaco Tidei: "Siamo quasi a Casal di Principe"

“Mi auguro che qualcuno vada in galera”

di Stefania Moretti
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Il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei

Gianni Moscherini

L'ex sindaco Gianni Moscherini

Paolo Gianlorenzo

– Non usa mezzi termini Pietro Tidei. Il sindaco di Civitavecchia annuncia nuove querele. Specie nei confronti del suo predecessore Gianni Moscherini.

L’indagine della Procura civitavecchiese sull’ex primo cittadino, che coinvolge anche il presidente di Sar Hotel Giuseppe Sarnella e alcuni giornalisti, non sembra stupire l’attuale sindaco, che con Moscherini ha più di un conto in sospeso.

“Ho già sporto diverse querele contro di lui per diffamazione – spiega Tidei -. Ora ne sto preparando una molto più corposa, sia sul piano civile che penale”. La nuova denuncia è riferita all’attacco frontale sferrato da Moscherini a Tidei alle amministrative di maggio. Una guerra mediaticamente condotta, tra gli altri, dal giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo, inquisito a Viterbo e denunciato dai Tidei per violazione di domicilio.

A Gianlorenzo e altri colleghi, il presidente della Sar Hotel Sarnella, secondo l’accusa, avrebbe affidato parte della campagna elettorale di Moscherini al prezzo di 50mila euro. Un “regalo” dovuto, secondo gli inquirenti, all’impegno che Moscherini aveva preso con Sarnella di favorirlo nel bando per le terme.

Tidei parla di “campagna di aggressione fisica” ordita ai suoi danni. Un calderone in cui c’è dentro tutto. I due tentativi di scasso delle sue case a Roma e Civitavecchia. L’incendio della sua auto a due ore dall’elezione a sindaco. Le intercettazioni in cui lo si definisce “maiale” e che fanno tanto sorridere Tidei. E poi la macchina del fango. Fatta di dossier, dvd e articoli di giornale pieni di veleno e ora al centro delle indagini dei pm di Viterbo e Civitavecchia. “Hanno distribuito dossier e dvd contro di me a tutte le Procure d’Italia e ai deputati della Camera – spiega Tidei -. Parlano di società in cui sarei immischiato, quando non ho alcuna partecipazione societaria da nessuna parte. Dicono che mi sono appropriato non so bene di che, quando sono tredici anni che non governo il comune di Civitavecchia”.

Semmai, per Tidei, è il vecchio sindaco oggi inquisito per corruzione dalla Procura marittima ad avere la coscienza non a posto. “Un personaggio, Moscherini, che ha dilapidato il patrimonio pubblico. Nelle casse del comune c’è un buco di 35 milioni di euro. Una gestione incredibile, da far accaponare la pelle. E’ abominevole. Mi stupisce che abbia ancora il coraggio di parlare. Se avesse un briciolo di dignità dovrebbe lasciare l’Italia. Magari ritirarsi a Cuba, che è il suo posto preferito, se ancora ci può andare…”.

Sull’operato di Moscherini, assicura Tidei, interverrà presto la Corte dei conti. Il resto lo farà la magistratura, sollecitata dal sindaco anche sulla presunta sparizione di alcuni faldoni dall’ufficio Urbanistica. “Il giorno della mia elezione – afferma Tidei -, mentre la mia macchina bruciava, alcuni incaricati di una società multiservizi gettavano documenti dalle finestre del Comune, su un camion dell’immondizia. Quintali di fascicoli andati perduti. Evidentemente perché scottavano”.

Qui siamo quasi a Casal di Principe – è l’amara conclusione del sindaco -. Aspettiamo la chiusura delle indagini e poi decideremo. Abbiamo tante cose da decidere. Intanto, ho fiducia nella magistratura. Mi auguro che cominci a metterci le mani per bene e che qualcuno vada in galera per tutto questo”.

Stefania Moretti


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25 giugno, 2012

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