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Tribunale - Tre mesi di reclusione la pena comminata dal giudice

Botte alla madre, condannato 18enne

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Il giudice Italo Ernesto Centaro

– Era accusato di aver picchiato la madre colpendola alla mascella e rompendole il naso.

Ieri il tribunale di Viterbo lo ha condannato a tre mesi per lesioni, assolvendolo dall’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Lui, 18enne di Nepi, incensurato, era stato arrestato nell’aprile scorso. A denunciarlo era stata la madre, che raccontò ai carabinieri di essere stata picchiata due volte in un giorno. Il pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana le riconobbe una prognosi di un mese.

Per il figlio scattarono le manette per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Ieri mattina, l’ultima udienza del processo al ragazzo, giudicato con rito abbreviato dal giudice Italo Ernesto Centaro.

La nonna, ascoltata in aula, ha dichiarato che il nipote aveva solo reagito a un violento rimprovero della madre, ubriaca al momento della lite. Per il resto, tutto andava bene, in famiglia. Episodi del genere non c’erano mai stati.

Una versione diversa rispetto a quella che la donna avrebbe riportato ai carabinieri, quando fu convocata in caserma dopo l’arresto del giovane. “Lei diceva che suo nipote alzava le mani senza motivo e che la situazione familiare era diventata insostenibile”, ha incalzato il pm Barbara Santi. Ma la signora ha ripetuto che quello del nipote era solo un tentativo di difesa. La madre, comunque, si è rifiutata di ritirare la denuncia.

L’avvocato Mara Mencherini aveva chiesto l’assoluzione con formula piena da entrambe le accuse: maltrattamenti in famiglia e lesioni. Per il pm, invece, il ragazzo andava assolto per insufficienza di prove solo per il primo reato. Per l’altro ha chiesto una condanna a due mesi con la condizionale. Condanna che il giudice ha accordato e aumentando la pena di un mese e assolvendo il ragazzo dall’accusa di maltrattamenti in famiglia.


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24 luglio, 2012

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