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Dentista latitante, inizia il processo

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Gianfranco Fiorita [3]

Gianfranco Fiorita

L'avvocato Roberto Alabiso [4]

L’avvocato di Fiorita Roberto Alabiso

L'avvocato Virna Faccenda [5]

L’avvocato Virna Faccenda, legale di parte civile di alcuni ex clienti di Fiorita

L'avvocato Paolo Delle Monache [6]

L’avvocato Paolo Delle Monache, anche lui per la parte civile

E’ latitante da quasi due anni, ma non gli basterà questo per sottrarsi alla giustizia.

Per Gianfranco Fiorita, dentista viterbese 54enne partito da Viterbo e mai più tornato, inizia oggi il processo al tribunale di Viterbo.

Appropriazione indebita aggravata l’accusa, per essersi imbarcato su un volo diretto in Paraguay con una somma di quasi 660mila euro, tra quote dei suoi soci, anticipi dei clienti e caparre di stagisti.

Proprio questi ultimi, odontoiatri interessati a partecipare a un presunto tirocinio da lui tenuto in Sudamerica, lo aspettarono per ore all’aeroporto di Fiumicino il 14 ottobre 2010. Ma Fiorita non si presentò. E lo stage, semmai ne fosse stato davvero organizzato uno, saltò.

A Viterbo lasciò decine di clienti inferociti. La maggior parte aveva seguito il suo consiglio di affidarsi a una finanziaria per dilazionare il pagamento. Altri avevano pagato tramite assegni o contanti. In molti casi, comunque, il dentista non portò a termine il lavoro, lasciando qualche cliente persino con i punti in bocca [7].

Una trentina le denunce sporte in Questura. Del caso si occupò il programma di inchiesta di Maria Luisa Busi. La procura di Viterbo, nella persona del pm Stefano D’Arna, aprì un fascicolo per truffa aggravata.

Intanto, i mesi passavano e lui se ne restava in Sudamerica. Proprio come aveva fatto nel lontano 1993, quando scappò dall’Italia inseguito dai creditori. A saldare il conto, in quell’occasione, era stato suo padre. Ma ad oggi, Fiorita non ha più praticamente alcun parente in Italia, eccetto la sorella. Dalla moglie si è da tempo separato e i suoi genitori sono morti. Il funerale della madre era stato celebrato circa dieci giorni prima della sua fuga.

I suoi unici e sporadici contatti con l’Italia, Fiorita li avrebbe avuti con il suo avvocato Roberto Alabiso. Qualche email in cui spiegava di essere partito senza un soldo e costretto a scappare perché minacciato. Da chi, il dentista non lo ha mai spiegato. E, in ogni caso, il suo ultimo tentativo di contattare il legale risale a molti mesi fa.

Oggi, dopo l’indagine aperta dal pm Stefano D’Arma per truffa aggravata, la vicenda approda in tribunale per l’inizio del processo.

La prima udienza, come al solito, sarà interlocutoria. Servirà per ammettere le prove: documenti e liste testi che le parti vorranno far entrare nel dibattimento. Sessantuno i testimoni. La vera sorpresa sarà sapere quante persone si costituiranno parte civile contro il dentista. Le persone offese sarebbero almeno una sessantina.


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