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“Esiste anche la violenza delle parole”

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Antonella Bruni

Antonella Bruni

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Riceviamo e pubblichiamo – Caro Filippo,

senza se e senza ma, dal punto di vista amicale e personale, hai la mia solidarietà e quella di chiunque, a qualsiasi latitudine politica appartenga, che ritiene la violenza inammissibile nel confronto delle idee.

Ciò detto, consentimi di rammentarti che esiste anche la violenza delle parole, quelle dette e quelle strumentalmente omesse, quella stessa matrice che valuta l’aggressione di un presidente del Consiglio democraticamente eletto, mediante artistiche statuette, come “espressione forte di un motivato dissenso”, che le apostrofi di “buffone” e “psiconano” siano normali appellativi di un civile dibattito, non meritevoli d’indignazione.

Se giustamente recrimini la tua aggressione, dovresti correttamente condannare anche quelle variegate che subiscono gli altri.

Dovresti stigmatizzare l’uso politico e distorto dell’azione penale, espressione assurda di un potere incontrollato che rifiuta la responsabilità. Prendere le distanze dalle santificazioni di teppisti metropolitani, che trasformano manifestazioni di piazza in azioni di guerriglia urbana tecnicamente pianificata e pretendono di avere ragione.

Dovresti dire che l’attuale governo non ha ottenuto alcun risultato, in nessun settore, peggiorando ogni indicatore economico. Ammettere che lo spread non era elevato per colpa del precedente governo, quello almeno legittimato dalla volontà popolare e non colpevole espressione di un golpe di palazzo, che ha sospeso la democrazia in ossequio alla dittatura di potenti ed oscuri circoli finanziari, grazie alla pavidità dei partiti politici che lo sostengono, impauriti dalle prevedibili reazioni elettorali di cittadini motivatamente infuriati.

Dovresti prendere atto e riconoscere che il tuo leader di riferimento ha distrutto quattro partiti (msi, an, pdl e fli), costruendo soltanto caos e ponendo le premesse di esiti drammatici.

Potresti prendere spunto dall’equilibrio e dall’intelligenza con la quale, a suo tempo, hai contribuito a scrivere il bel libro “Fascisti immaginari”, che conservo e apprezzo, mediante il quale si cercava di gettare ponti di comprensione e superare anacronistiche divergenze, con sottile ironia e intelligente cultura.

Dovresti ammettere che Veneziani è legittimato a partecipare a Caffeina come il signor Travaglio e, magari, commentare le esternazioni del dottor Ingroia, procuratore aggiunto della Repubblica, il quale ci informa di aver fatto uso di droghe leggere da giovane, ai miei occhi rendendosi infrequentabile ed eccepibile, allora come ora.

Anche questi gesti sono cultura, la cultura della verità e della ragione, l’unica capace di tenere a bada i germi della violenza che, purtroppo, accompagnano l’uomo dalla notte dei tempi. Se lo farai e dovresti averlo fatto da tempo, avrai anche la mia comprensione politica e ideologica e non soltanto la mia.

Nel frattempo, caro Filippo, soltanto i miei auguri affettuosi di prontissima guarigione e l’invito a non costruire un caso politico da un fatto spiacevole che, però, tanti anni fa, si sarebbe concluso con una birra condivisa tra aggrediti e aggressori. Altri tempi, dici? Forse, ma certamente migliori.

Antonella Bruni


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