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Comune - L'assessore al Bilancio Maria Antonietta Russo replica a Ricci (Pd): "Quelle soluzioni sono incostituzionali"

Imu, ecco il motivo degli aumenti

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Maria Antonietta Russo

– Aliquote Imu. L’amministrazione comunale di Viterbo ha deciso di mantenere ferma al 4 per mille l’aliquota per la prima casa, così come fissata dal decreto Monti, e di aumentare al 9,3 per mille quella relativa agli altri immobili.

Previste anche una serie di agevolazioni per gli anziani e i disabili residenti in residenze sanitarie assistenziali, per i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti all’Aire), per i soggetti che danno in affitto l’abitazione a canone concordato, per i fabbricati nuovi destinati dal costruttore alla vendita.

Nel bilancio di previsione sono state indicate soltanto le aliquote Imu; il relativo regolamento, come nei termini di legge, sarà presentato ai consiglieri per l’esame e la discussione entro il 30 settembre 2012.

L’assessore al Bilancio Maria Antonietta Russo spiega il perché delle scelte fatte e soprattutto i motivi che stanno alla base dell’incremento deciso per le abitazioni secondarie e gli altri immobili.

“La crisi economica e strutturale che stiamo vivendo – sottolinea l’assessore – impone scelte dolorose e impopolari che si riversano nel bilancio di previsione 2012, il quale risente fortemente delle pesanti e consistenti riduzioni e dei tagli statali prima con la c.d. manovra Tremonti e attualmente con il decreto Salva Italia, cosiddetta manovra Monti. In questo modo stiamo tentando di salvaguardare non soltanto i servizi essenziali ma anche quelli che servono per migliorare la qualità della vita e il benessere delle famiglie”.

Maria Antonietta Russo aggiunge che “a causa della riduzione delle risorse al Comune di Viterbo sono stati tagliati trasferimenti per oltre 5 milioni di euro, di cui 3,083 milioni di euro con la manovra Tremonti (D.L. 78/2010) e 1,9 milioni di euro per il 2012 con la riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio, pari al 10% delle risorse di natura corrente per il 2012”.

Per tale incisiva riduzione e al fine di garantire i servizi fondamentali per l’utenza “si è reso necessario – evidenzia ancora l’assessore Russo – il ricorso all’incremento dell’aliquota Imu relativamente alle unità immobiliari a disposizione, mentre è fermo convincimento politico di tutta l’amministrazione di far rimanere al 4 per mille l’aliquota per l’abitazione principale. Purtroppo il contesto finanziario nazionale che ci taglia 5 milioni rende difficile intervenire con una riduzione dell’aliquota per l’abitazione principale. Complessivamente i viterbesi pagheranno per Imu circa 29 milioni di euro, di cui 19 milioni rimangono al Comune (di questi, 16 milioni di gettito per aliquote base ed euro 3 milioni per aumento aliquota altri immobili).

Dieci milioni saranno versati direttamente dai cittadini viterbesi nelle casse dello Stato e concorreranno al riequilibrio generale dei conti del bilancio nazionale. L’importo di 3 milioni derivante dalla maggiorazione dell’aliquota Imu andrà a compensare parzialmente la diminuzione dei finanziamenti statali che, come precisato, si aggira intorno ai 5 milioni di euro. I restanti 2 milioni saranno coperti dalle entrate per addizionale Irpef e da altre entrate straordinarie”.

Le aliquote Imu sono pertanto così di seguito proposte.

Abitazioni principali e relative pertinenze: 4 per mille. Viene, altresì, prevista un’aliquota agevolata (pari all’aliquota base del 4 per mille):

a) per l’abitazione principale posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;

b) per l’unità immobiliare posseduta da cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o usufrutto, a condizione che la stessa non risulti locata.

E’ invece fissata al 6 per mille (e quindi pari alla vecchia aliquota ICI) quella in favore di soggetti passivi che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dal comma 3 dell’art. 2 L. 431/98 (c.d. canone concordato); al 7 per mille quella per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita.

Si conferma la detrazione di base pari a 200 euro per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e la maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante e residente nella unità adibita ad abitazione principale.

Per gli altri immobili è previsto un aumento dell’aliquota di base dell’importo di 0,17 punti percentuali rispetto all’aliquota di base del 7,6 per mille, con una aliquota definitiva pari al 9,3 per mille.

“Ritengo opportuno – aggiunge l’assessore Russo – sottolineare, in merito alla indicazione delle aliquote, soprattutto dopo quanto apparso sulla stampa a proposito delle proposte formulate dal consigliere Alvaro Ricci, che le soluzioni prospettate dal consigliere sono incostituzionali e che obiettivo prioritario dell’amministrazione è quello di rispettare il principio costituzionale per il quale la manovrabilità delle aliquote deve essere sempre esercitata nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione.

Al riguardo, evidenzio che il legislatore nazionale, nel definire la disciplina Imu, ha tracciato compiutamente il quadro normativo di riferimento applicabile alla nuova imposta, richiamando specificatamente solo alcune delle agevolazioni già previste per l’Ici. In tal modo – conclude Maria Antonietta Russo – emerge chiaramente che le agevolazioni stabilite in materia di Ici non sono più applicabili all’Imu, a meno che non siano state espressamente richiamate dalle disposizioni di agevolazione relative all’imposta municipale propria: tale è il caso dell’assimilazione all’abitazione principale degli immobili concessi in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, la quale non è più operante per l’Imu, avendo il legislatore espressamente abrogato la lettera e), del comma 1, dell’art. 59 del D.Lgs. n 446/1997, con decorrenza dal primo gennaio 2012. L’esplicita abrogazione della norma contenuta nell’art. 59 del D.Lgs. n. 446/1997 è un chiaro sintomo della volontà normativa di eliminare la predetta agevolazione”.


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17 luglio, 2012

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