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Inchiesta Birindelli, indagato il sindaco Marini

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Angela Birindelli con Giulio Marini

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Erder Mazzocchi

Giulio Marini [5]

Giulio Marini

Angela Birindelli [6]

Angela Birindelli

(s.m.) – Indagato il sindaco Giulio Marini.

Il primo cittadino di Viterbo ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolta l’assessore regionale Angela Birindelli.

Abuso d’ufficio sarebbe l’ipotesi di reato, al contrario di quanto diffuso erroneamente dalla stampa nazionale non sono stati contestati la corruzione e la turbativa d’asta.
Nel mirino, ancora una volta, ci sarebbe lo stand del Lazio al Vinitaly, il salone del vino che si svolge a Verona.

Nella mega inchiesta è finito anche il commissario straordinario dell’Arsial Erder Mazzocchi, per il quale si ipotizzerebbe l’abuso d’ufficio.

Secondo il pm titolare dell’inchiesta, Massimiliano Siddi, il sindaco potrebbe aver avuto un qualche ruolo nell’affidamento dei servizi di gestione e organizzazione del padiglione del Lazio. In relazione ai soggetti che, materialmente, ne avrebbero curato l’allestimento.

Tra il 2011 e il 2012 la Regione ha cambiato impostazione nell’operazione Vinitaly. Mentre l’anno scorso, la questione era delegata all’Arsial, quest’anno l’agenzia regionale è stata tagliata fuori. L’assessorato regionale all’Agricoltura si è affidato in via esclusiva all’Ente autonomo fiere di Verona. “Ente esclusivista – dichiarò, in un’intervista, la Birindelli – che non ha fatto subappalti. Ciò significa che non ci sono altri enti o soggetti pubblici che fanno il Vinitaly”. Solo le “ditte interne a Verona Fiere Spa”.

Ma nel 2011 non era così. E, forse, è proprio a quella modalità di organizzazione dell’evento che si riferisce l’avviso di garanzia per Marini. Un ulteriore nome che aumenta di molto il peso dell’inchiesta.

“Non ho ancora letto le carte e non ho piena conoscenza dei fatti – spiega il sindaco Marini -. Sono un po’ impreparato. Aspetto di capire meglio quali sono gli addebiti. In diciott’anni, per la prima volta, sono riuscito ad avere un avviso di garanzia”.

Marini è almeno il decimo a finire nel registro degli indagati dell’inchiesta Birindelli, e il secondo che ricopre incarichi istituzionali rilevanti. Sarà presto ascoltato in procura per un confronto col pm.

Oltre al sindaco e all’assessora, sono inquisiti i due giornalisti Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini, tre dipendenti pubblici e altrettanti impiegati alla Pisana.

Una vicenda iniziata come una presunta campagna stampa a pagamento contro bersagli politici (tra cui Francesco Battistoni e Piero Camilli) e arrivata a comprendere il Vinitaly e il Piano di sviluppo rurale. Quei cento milioni di euro di fondi comunitari destinati alle aziende, per rendere più competitiva l’agricoltura laziale.

Un calderone in piena ebollizione, in cui rischiano di scottarsi in molti e con le accuse più disparate. Si va dalla tentata estorsione e corruzione per Birindelli e Gianlorenzo, all’abuso d’ufficio per Marini e i dipendenti pubblici. Fino alla detenzione abusiva di arma, falso materiale e truffa sempre per Gianlorenzo e al presunto esame da giornalista professionista truccato della collega Tartaglini.

Intanto alla regione Lazio la frana non si ferma. Anche se le dimissioni della Polverini ancora non si son viste. E addirittura si vocifera che la governatrice Polverini oggi dovrebbe revocare gli assessori ex Forza Italia della corrente di Antonio Tajani: Fabio Armeni, assessore alle Risorse umane, demanio e patrimonio, Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole, Marco Mattei, assessore all’Ambiente e Stefano Zappalà, assessore al turismo.

Resterebbero invece al loro posto gli ex azzurri Giuseppe Cangemi, assessore ai Rapporti con gli enti locali e Sicurezza riconducibile alla corrente di Gianni Sammarco, e Fabiana Santini, assessore alla Cultura. Che avrebbero il merito di aver appoggiato la governatrice incondizionatamente.


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