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Crisi in comune - Giovanni Bartoletti furioso dopo la scelta del sindaco Marini di farlo fuori dalla giunta

“Solo biechi giochi di palazzo…”

di Francesca Buzzi
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L'assessore comunale Giovanni Bartoletti

Giovanni Bartoletti

– “Solo biechi giochi di palazzo. Mai più vicino al Pdl“.

Giovanni Bartoletti commenta così la scelta del primo cittadino Giulio Marini di lasciarlo fuori dalla giunta e di tenersi la delega all’aeroporto per sé.

“La rispetto – spiega Bartoletti – perché con il sindaco ho avuto una perfetta sintonia in questi quattro anni di amministrazione e quindi prendo atto anche di questa sua decisione. Ma non posso certo condividerla. E i motivi sono diversi”.

Quali per esempio? “Innanzi tutto – continua Bartoletti – perché io alle elezioni mi sono presentato con una lista civica che ha ottenuto 2300 voti, circa il 6% del totale, e farmi fuori ora significa tradire la fiducia di tutti gli elettori che hanno creduto in quel programma. Quelli erano voti d’opinione, e quindi non legati a un partito, ma a delle idee. Idee che io per primo ho messo su carta con l’intenzione di lavorarci sopra durante tutta la legislatura”.

Questo per quanto riguarda nello specifico la lista “Viterbo vola”, ma Bartoletti, più in generale, non condivide proprio la logica con la quale si è deciso di venir fuori da questa crisi di palazzo dei Priori.

“Il ragionamento che Marini ha seguito per rimettere in piedi la giunta – prosegue Bartoletti – è un altro dei troppi esempi in cui viene data la priorità ai biechi giochi di palazzo. A me questo modo di fare politica non piace. Non mi piace, per esempio, che durante il mandato ci siano consiglieri che possono liberamente decidere di cambiare gruppo o di crearne uno del tutto nuovo. Se sei stato eletto con una lista chi ti ha dato il voto l’ha fatto per il programma che ha letto in quel momento e quello deve rimanere per tutti i cinque anni. Altrimenti te ne vai del tutto, esci dal consiglio”.

Il rischio, secondo l’ormai  quasi certo ex assessore all’aeroporto, è quello di finire come alla Pisana. “Gli effetti di questi giochi di potere li abbiamo sotto gli occhi proprio in questi giorni alla Regione Lazio – continua Bartoletti – e non sono certo positivi. A parte la sconfitta dei progetti politici, questo modo di agire si porta dietro anche uno strascico di problemi di natura economica. La proliferazione di mini, o addirittura mono, gruppi consiliari spesso significano anche più spese, più impiegati, più sprechi”.

E, infine, a Bartoletti non piace neanche la scelta di “privilegiare” chi lavora per la politica a tempo pieno. “Anche questo è un aspetto che non condivido – dichiara Bartoletti -. Gli assessori, e i politici in generale, dovrebbero fornire le idee, a lavorare a tempo pieno poi ci pensano i dirigenti. Anche perché se si segue questo discorso dovrebbero esserci soltanto pensionati e dipendenti statali e il politico diventerebbe il lavoro precario per eccellenza. E comunque mi pare chi in giunta siano rimasti personaggi che di lavoro fanno i medici…”

I giochi ormai sono fatti. Marini ha deciso di buttar fuori Bartoletti e tenersi la delega all’aeroporto. Questa, almeno, è una scelta giusta? E, soprattutto, finora questo assessorato è servito a qualcosa? “Intanto ci terrei a sottolineare che io non avevo soltanto la delega all’aeroporto – spiega Bartoletti – ma se vogliamo parlare solo di quella va bene. Vorrei far presente che nonostante le polemiche e tutti coloro che negli anni si sono impegnati per mettere i bastoni tra le ruote a questo progetto, l’aeroporto di Viterbo è l’unica opera di questa provincia che si trova all’attenzione del consiglio dei ministri, mentre per esempio non ci sono la Cassia né tantomeno la Trasversale. E, in questi mesi, sono convinto che di passi avanti ne sono stati fatti, in particolare con il grande lavoro della cabina di regia”.

Poi un consiglio al sindaco Marini. “Se ha deciso di tenersi la delega – continua Bartoletti – è bene che si avvalga anche del parere e dell’aiuto di un tecnico esterno. Io, dal canto mio, ero già abbastanza esperto in materia avendo anche un passato da pilota. A Marini magari un aiutino serve…”.

Ma a questo punto, quale sarà il ruolo e il futuro di Bartoletti? “Dal consiglio ovviamente sono fuori del tutto – spiega -. Non posso essere consigliere io stesso e non ho nessun altro dei miei tra gli scranni perché ero rimasto l’unico del gruppo Viterbo vola. Vorrà dire che per ora rispetto la decisione del sindaco e me ne vado. Avrò tempo di impegnarmi più liberamente in vista delle prossime elezioni che ormai sono molto vicine”.

Quindi ha già qualcosa in mente. Cosa? “Sto lavorando con alcune persone valide – conclude Bartoletti – con le quali penso di condividere idee e progetti per il futuro. Non guardo ai colori politici né alle fazioni, quindi non escludo che potrò mettere in piedi qualcosa con gruppi o personaggi che ora sono all’opposizione. Ciò che è certo è che non sarò mai più vicino al Pdl. Mai più”.

Francesca Buzzi


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26 settembre, 2012

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