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Appalti truccati, gli arrestati davanti al gip

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L'assessore Luciano Cardoni [4]

L’assessore Luciano Cardoni

L'avvocato Carmelo Ratano [5]

L’avvocato di Cardoni Carmelo Ratano

L'avvocato Marco Russo [6]

L’avvocato di Marcello Rossi, Marco Russo

L'avvocato dei Chiavarino Bruno Mecali [7]

L’avvocato dei Chiavarino Bruno Mecali

Inizia oggi la raffica di interrogatori di garanzia degli arrestati delll’operazione Genio e sregolatezza.

Davanti al gip Marinelli, firmataria delle 12 ordinanze di custodia cautelare chieste dai pm D’Arma e Tucci, compariranno almeno in quattro: gli imprenditori di Celleno e Vetralla Daniela Chiavarino e Marcello Rossi, la funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi e l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni.

Rossi e Cardoni sono ai domiciliari. Le due donne arriveranno, invece, dal carcere di Civitavecchia, dove sono rinchiuse da martedì.

La Annesi, in particolare, è vista dagli inquirenti come una figura chiave nell’inchiesta sugli appalti pilotati. Come impiegata all’ufficio Genio civile, avrebbe aiutato i comuni nella gestione delle pratiche riguardanti le gare. Attività che comprendeva anche frequenti contatti con gli imprenditori, finiti nel mirino dei magistrati con l’accusa di aver “comprato” gli appalti. Ma i legali rilanciano.

“Dove sono i passaggi di denaro? – chiede l’avvocato della Annesi, Samuele De Santis – Non ci risulta che siano stati documentati”. Quanto a Cardoni, il suo difensore Carmelo Ratano ne proclama l’assoluta estraneità ai fatti. “La sua innocenza emerge anche dalle carte – spiega -. Comunque, riusciremo a dimostrarla”. Sulla strategia da adottare oggi, davanti al gip, l’avvocato non si sbilancia, così come i suoi colleghi Marco Russo, per Marcello Rossi, e Bruno Mecali, che assiste Daniela Chiavarino.

L’imprenditrice di Celleno ha accusato un lieve malore [8] dopo l’arresto, ma ora sta bene. Dopo i soccorsi, subito prestati martedì mattina, è stata portata in carcere. Il padre Gianfranco sarà ascoltato domani, insieme agli altri arrestati detenuti in carcere: il sindaco di Graffignano Adriano Santori, il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi e gli imprenditori Fabrizio Giraldo, Roberto Tomassetti, Angelo Anselmi e Luca Amedeo Girotti.

26 gli appalti al vaglio della magistratura per un importo complessivo di 12 milioni di euro. Le gare riguardavano, per lo più, la raccolta differenziata dei rifiuti, la ristrutturazione di centri storici e lavori di manutenzione stradale.


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