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Appalti truccati, in tre non rispondono

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L'avvocato Marco Russo [4]

L’avvocato Marco Russo

L'avvocato Samuele De Santis [5]

L’avvocato Samuele De Santis, difensore di Gabriela Annesi

L'avvocato dei Chiavarino Bruno Mecali [6]

L’avvocato dei Chiavarino Bruno Mecali

Appalti truccati, in tre non rispondono.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tre dei quattro arrestati dell’operazione Genio e sregolatezza, attesi stamattina dal gip Franca Marinelli.

Il blitz sugli appalti pilotati in cambio di tangenti ha fatto finire nove persone in manette e tre ai domiciliari. Stamattina è toccato ai primi quattro andare a colloquio col giudice per le indagini preliminari.

Alle 11,30 si erano conclusi gli interrogatori di Gabriela Annesi, Marcello Rossi e Daniela Chivarino. Sia l’impiegata al Genio civile che i due imprenditori hanno scelto la linea del silenzio.

Il motivo è per tutti lo stesso: non c’è stato il tempo materiale di leggere le carte. Quindi, nessuna risposta.

“Sono dieci faldoni di accuse – spiega l’avvocato Marco Russo, difensore dell’imprenditore Rossi -. Gli arresti sono stati eseguiti martedì. Abbiamo chiesto urgentemente le copie degli atti, che ci sono arrivate soltanto ieri. Era impensabile che potessimo essere in grado di rispondere. Sicuramente impugneremo la misura”.

L’avvocato Bruno Mecali ha fatto istanza al gip per ottenere i domiciliari per Daniela Chiavarino. Neanche l’imprenditrice di Celleno ha risposto alla dottoressa Marinelli. “Siamo fiduciosi”, dice il suo legale, intenzionato anche lui a leggere più approfonditamente le carte.

L’unico che ha già depositato un’istanza al tribunale del Riesame è Samuele De Santis, avvocato di Gabriela Annesi, che usa parole forti, all’uscita dall’aula. “La nostra è una linea dura. Nessun atteggiamento di collaborazione con la procura. La mole immensa di carte non ci intimorisce. Pensiamo che non ci siano elementi per la custodia in carcere e che ce ne siano, al contrario, per un’istanza al Riesame, che abbiamo già presentato. Ora aspettiamo”.

All’appello manca solo Luciano Cardoni, assessore all’Ambiente al Comune di Graffignano. Anche lui è finito agli arresti domiciliari, come Rossi. Le due donne, invece, venivano dal carcere di Civitavecchia.

L’interrogatorio di Cardoni sarebbe ancora in corso.


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