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Blitz della forestale, Santori si dimette

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Il sindaco di Graffignano Adriano Santori [4]

Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

L'assessore Luciano Cardoni [5]

L’assessore Luciano Cardoni

Il blitz della forestale [6]

Il blitz della forestale

Il blitz della forestale [7]
Il blitz della forestale [8]
Il blitz della forestale [9]

(s.m.) – Appalti truccati, Santori si dimette.

Ha consegnato la lettera di dimissioni al suo avvocato prima di entrare a Mammagialla.

Adriano Santori, arrestato [10] oggi dalla forestale (fotocronaca [11] – video [12]), lascia l’incarico di sindaco di Graffignano. Una decisione sofferta, spiegano i suoi legali, ma necessaria per permettere a lui di difendersi e all’attività istituzionale di proseguire senza intralci.

La sua lettera è già stata trasmessa al comune. “Non ho preso un centesimo”, avrebbe detto Santori ai suoi avvocati.

Insieme a lui sono finiti in arresto l’assessore all’Ambiente Luciano Cardoni e otto imprenditori: Roberto Tomassetti (Viterbo), Angelo Anselmi (Viterbo), Marcello Rossi (Vetralla), Stefano Nicolai (Montefiascone), Fabrizio Giraldo (Montefiascone), Luca Amedeo Girotti (Tarquinia), Gianfranco e Daniela Chiavarino (Celleno).

“Genio e sregolatezza” il nome del blitz di stamattina, probabilmente dalla qualifica dei presunti personaggi chiave dell’inchiesta: due impiegati all’ufficio Genio civile di Viterbo, Roberto Lanzi e Gabriela Annesi.

L’accusa è aver messo in piedi un sistema di spartizione degli appalti pubblici. 26 in tutto quelli che risulterebbero truccati, tra servizi di raccolta differenziata, ristrutturazione di immobili e lavori stradali. Per un valore complessivo di 12 milioni di euro. Stando alle indagini, coordinate dai sostituti procuratori Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, gli imprenditori avrebbero avuto gli appalti in cambio di tangenti ai pubblici ufficiali.

Imponenti i numeri dell’operazione: 12 arrestati, nove in carcere e tre ai domiciliari (Cardoni, Nicolai e Rossi), 51 denunciati a piede libero, 38 perquisizioni e 200 uomini del corpo forestale dello Stato in azione dalle prime luci dell’alba. Corruzione e turbativa d’asta i reati contestati a vario titolo.

Tra le persone finite in arresto spiccano Gianfranco e Daniela Chiavarino, padre e figlia, titolari della ditta Chiavarino Snc. Il fratello di Gianfranco, Domenico Chiavarino, fu arrestato tre anni fa insieme al figlio Dario, nell’ambito dell’inchiesta Dazio, su un presunto giro di tangenti in cambio di autorizzazioni regionali.

Il nuovo fascicolo trae origine proprio dalle intercettazioni di quell’inchiesta [13].

Nella lunga lista di indagati compaiono nomi noti, come quello dell’architetto Giovanni Cardarelli, dei sindaci di Arlena di Castro Publio Cascianelli e di Vignanello Federico Grattarola. E poi, ancora, Giulio Tullio Curti, Fabrizio Galli di Acquapendente, i geometri Massimo CiucciarelliTorquato Nisi e l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini.


 

Gli arrestati

1) Adriano Santori

2) Luciano Cardoni (domiciliari)

3) Roberto Lanzi

4) Gabriela Annesi

5) Marcello Rossi (domiciliari)

6) Stefano Nicolai (domiciliari)

7) Fabrizio Giraldo

8 ) Luca Amedeo Girotti

9) Gianfranco Chiavarino

10) Daniela Chiavarino

11) Roberto Tomassetti

12) Angelo Anselmi


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