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Fuori dal processo: Rotelli, Arena, Muroni, Fracassini, Tofani e Zucchi

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Giancarlo Gabbianelli in aula con il suo avvocato Massimo Rao Camemi [4]

Giancarlo Gabbianelli in aula con il suo avvocato Massimo Rao Camemi

Gabbianelli, il suo legale Rao Camemi e l'avvocato Rizzello durante una pausa [5]

Gabbianelli, il suo legale Rao Camemi e l'avvocato Rizzello durante una pausa

I pm Franco Pacifici e Paola Conti [6]

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

L'avvocato Severo Bruno [7]

L'avvocato Severo Bruno, per Giorgio Falcioni

L'avvocato Antonio Rizzello, legale di parte civile di Claudio Londero [8]

L'avvocato Antonio Rizzello, legale di parte civile di Claudio Londero

L'aula gremita di avvocati [9]

L'aula gremita di avvocati

– Prima udienza e primi reati in prescrizione per il processo Cev. Fuori dal processo per prescrizione Rotelli, Arena, Muroni, Fracassini, Tofani e Zucchi.

I giudici viterbesi hanno dichiarato estinto un abuso d’ufficio contestato ad alcuni imputati del maxiprocesso Cev.

Si tratta di Giancarlo Gabbianelli, Armando Balducci, Maurizio Guerrini, Paolo Muroni, Antonio Fracassini, Giovanni Arena, Marco Maria Bracaglia, Mauro Rotelli, Maurizio Tofani, Sandro Zucchi e Giorgio Falcioni. In pratica l’ex sindaco, la giunta e alcuni funzionari dell’era Gabbianelli.

L’accusa riguardava l’affidamento al Cev del servizio di controllo degli impianti termici, per 150mila euro. Ma il reato è troppo vecchio. Datato dicembre 2004, si è prescritto sette anni e mezzo dopo.

Rotelli, Arena e Muroni lo avevano previsto. Tant’è che, per loro, l’avvocato Roberto Massatani aveva appositamente chiesto il non luogo a procedere.

La prescrizione è arrivata anche per Fracassini, Tofani, Zucchi e Falcioni. A questo punto sei ex assessori e un ex dirigente comunale sono fuori dal processo. Per Bracaglia, invece, la prescrizione per questo reato non comporta l’uscita dal processo.
Sull’ex assessore e attuale consigliere comunale pende un’altra accusa di abuso d’ufficio, che si prescriverà a giugno 2013. Solo a quella data potrà uscire dal processo. A meno che non rinunci alla prescrizione come ha fatto l’ex sindaco Gabbianelli, imputato per altri abusi d’ufficio e associazione per delinquere.

Il resto dell’udienza, per dirla con le parole del giudice Maurizio Pacioni, è stata “uno stillicidio di eccezioni”. I 21 avvocati dei 33 imputati hanno sollevato una valanga di richieste, riguardanti, soprattutto le costituzioni di parte civile di Cev e Comune, accolte dal tribunale.

Più complessa la situazione di Claudio Londero. L’imprenditore, secondo i pm Paola Conti e Franco Pacifici, fu costretto a versare una tangente all’ingegnere Claudio Ciucciarelli – indagato per concussione, corruzione e turbativa d’asta in questo processo -, emettendo fattura falsa.

Londero chiedeva di costituirsi parte civile sia per il reato di concussione che per l’associazione a delinquere. “E’ stato vittima di un’indebita pressione degli imputati”, ha dichiarato il suo avvocato Antonio Rizzello. Ma per i giudici fu danneggiato solo dalla concussione e solo per quella può costituirsi parte civile.

Il processo è proseguito nel pomeriggio con l’ammissione delle prove. Udienza aggiornata all’11 gennaio per l’ascolto dei primi cinque testimoni dell’accusa.


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