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Inchiesta conti Pdl - Taormina: "Ipotesi di reato non pertinente" - Giovedì l'interrogatorio di garanzia dell'ex capogruppo Pdl

Fiorito: “Urlo forte la mia innocenza”

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Franco Fiorito esce dalla procura di Viterbo

Franco Fiorito esce dalla procura di Viterbo

L'avvocato Carlo Taormina e il suo assistito Franco Fiorito entrano nella procura di Viterbo

L'avvocato Carlo Taormina e il suo assistito Franco Fiorito

“L’arresto di Fiorito per l’ipotesi di peculato non è pertinente”.

La difesa di Franco Fiorito passa all’attacco. L’avvocato Carlo Taormina non nasconde di non condividere affatto l’ordinanza del gip del tribunale di Roma, che ha disposto l’arresto dell’ex capogruppo.

“C’è una giurisprudenza – ha dichiarato il legale a Tgcom24 – che dice che quando questo denaro pubblico entra nelle tasche di un partito, piaccia o non piaccia, diventa denaro privato. Inoltre, se hanno arrestato Franco Fiorito, mancano all’appello gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio”, dei quali “aspettiamo ora l’ordinanza di arresto”.

Per Taormina l’ipotesi di reato, così come formulata, non regge. Il legale vede “un problema serio di qualificazione giuridica dei fatti contestati. Corte Costituzionale, Cassazione e Consiglio di Stato convengono per qualificare i fatti come appropriazione indebita e non come peculato”.

Al federale di Anagni, in ogni caso, si contesta di aver movimentato, complessivamente, sei milioni di euro in due anni, trasferendone un milione e 300mila dai conti del gruppo regionale Pdl ai suoi. L’arresto, però, non era necessario, per l’avvocato Taormina, alla luce del fatto che “c’era stata la disponibilità di restituzione degli atti in possesso di Fiorito e la restituzione del denaro”.

Da ieri mattina, l’ex capogruppo regionale Pdl è a Regina Coeli. “Urlo forte la mia innocenza – ha detto all’Ansa prima di farsi prendere le impronte digitali e fare la foto segnaletica -. Non mi aspettavo di essere arrestato e non credo che sia giusto. Non ho paura del carcere, sono un uomo forte e mi sento innocente. Sono certo che verrà dimostrato. E poi in carcere non credo che troverò gente peggiore di quella che ho frequentato in regione e nel partito. Anzi”.

Nell’ordinanza con cui il gip ha dato l’ok all’arresto c’è anche un riferimento al suo rinvio a giudizio del tribunale di Frosinone per una vicenda di tentata concussione risalente al 2004, quando era sindaco di Anagni.

L’interrogatorio di garanzia si terrà il 4 ottobre. Saranno presenti il gip Stefano Aprile, il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Alberto Pioletti.


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3 ottobre, 2012

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