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Ronciglione - Tre anni di reclusione - La difesa annuncia l'appello

Incendio in campagna, condannato 70enne

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“Come potevo avere interesse a bruciare quel terreno? Tra cause in tribunale e perizie, mi costa un occhio della testa”.

Non gli è bastato questo a convincere il giudice Gaetano Mautone. Il 70enne di Ronciglione, arrestato tre mesi fa per incendio, è stato condannato a tre anni dal tribunale di Viterbo.

L’accusa è di aver appiccato il fuoco a un cumulo di rami secchi, nella campagna ronciglionese, in località Barco. Le fiamme si sono subito propagate per almeno duecento metri.

L’area andata in fumo confina con un terreno conteso da anni tra il pensionato e due fratelli. Lui ritiene che sia demaniale. Loro, avendolo comprato, ne rivendicano il possesso. Una battaglia legale che va avanti da anni e della quale, tra una miriade di altre cause civili collegate, non si vede la fine.

Il 70enne finì ai domiciliari, misura poi convertita in obbligo di firma. Ma l’arresto è scattato di nuovo a fine agosto, dopo l’ennesima, accesa discussione tra il pensionato e i due fratelli.

“La verità è che il mio cliente dà fastidio – ha detto l’avvocato Simone Maria Fazio -. Scoccia, perché è insistente. Quindi gli dev’essere impedito di recarsi sul terreno. Per questo il Comune di Ronciglione lo ha recintato, anche se non avrebbe potuto perché è coperto da usi civici”. Il legale ha parlato di discrepanze tra le dichiarazioni dei testimoni, ribattendo che al 70enne non è stata trovata nemmeno l’ombra di un oggetto infiammabile. “E poi perché avrei dovuto dar fuoco a quel campo confinante? – ha aggiunto l’imputato, in aula, infervorato e nervoso – Non mi sarebbe convenuto. C’era il rischio di incendiare i noccioleti per cui ho speso milioni”.

L’accusa, rappresentata dal pm Sabrina Galeazzi, ha chiesto e ottenuto la condanna a tre anni di reclusione. Il pensionato, per ora, resta ai domiciliari.

La difesa aspetta di leggere le motivazioni. Ma sa già che farà appello.


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11 ottobre, 2012

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