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“Mai preso faldoni dalla segretaria di Fiorito”

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L'avvocato di De Vito Enrico Valentini [3]

L'avvocato di Battistoni, Enrico Valentini

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Franco Fiorito all'uscita dalla procura

L'avvocato Carlo Taormina e il suo assistito Franco Fiorito entrano nella procura di Viterbo [5]

L'avvocato Carlo Taormina e il suo assistito Franco Fiorito entrano nella procura di Viterbo

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Paolo Gianlorenzo davanti alla procura

“Mai preso faldoni dalla segreteria di Fiorito”.

L’avvocato di Francesco Battistoni, Enrico Valentini, smentisce categoricamente la notizia di un suo “blitz” alla segreteria di Franco Fiorito, divulgata ieri in serata dall’Ansa.

“Abbiamo provato un paio di volte a chiedere della documentazione alla segretaria di Fiorito – continua Valentini -, ma non ci è mai stata data”. Il lancio di agenzia parla di una visita del capogruppo regionale Pdl dimissionario Francesco Battistoni, con il suo avvocato e il suo commercialista nell’ufficio della segretaria di Fiorito. Il “blitz”, come viene definito, è datato 18 agosto. Sarebbe stato lo stesso Fiorito a raccontarlo al pm Massimiliano Siddi, all’interrogatorio di ieri mattina. Ma all’avvocato Valentini i conti non tornano.

“Il 18 agosto ero alle prese con la vicenda del calcio scommesse – dichiara il legale -. Faldoni da Fiorito non ne abbiamo mai avuti. Per due volte abbiamo provato a chiedere documenti relativi, più che altro, ai contratti di lavoro, ma ci sono stati sempre negati. Non vedo come si possa ancora dare credito a una persona che ha detto tutto e il contrario di tutto. E poi, che interesse avremmo avuto ad appropriarci di questi due fantomatici faldoni? Se Fiorito ha davvero raccontato questo ha reso dichiarazioni risibili e assurde”.

L’interrogatorio dell’ex capogruppo del Pdl regionale, predecessore di Battistoni, è andato avanti per cinque ore. Arrivato in procura a Viterbo alle 10, Fiorito se n’è andato alle 15,05, con una nuova iscrizione nel registro degli indagati. Dopo l’inchiesta aperta a Roma sui conti senza fondo del Pdl, il federale di Anagni è inquisito anche a Viterbo, nell’ambito dell’indagine sulle false fatture relative alle spese del gruppo Pdl. Un fascicolo nato dopo le denunce sporte da alcune aziende, che hanno svolto lavori o servizi per il Pdl regionale a cifre, a detta loro, molto più basse rispetto a quelle apparse sui giornali. Lo stesso Battistoni, chiamato in causa da Fiorito per le maxispese del Pdl, ha sporto denuncia per diffamazione.

Secondo l’avvocato Taormina, le ipotesi di reato a carico di Fiorito sarebbero diffamazione e falsificazione delle fatture. Nel registro degli indagati, sempre a detta del legale, ci sarebbe anche il giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo, almeno per concorso nel reato di diffamazione. La questione della falsificazione, invece, sarebbe più complessa. “L’ipotesi accusatoria – spiega Taormina, che assiste sia l’ex capogruppo che il giornalista – parte dal presupposto che Fiorito abbia dato le fatture a Gianlorenzo. Se la procura pensa che sia stato Gianlorenzo in prima persona a falsificarli, l’ipotesi di reato sarà falso in atto pubblico. Altrimenti si parlerà di uso di atto falso. Quanto alla calunnia, a noi non ce l’ha contestata nessuno”.


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