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Economia - Turco (Cisl), Guerrini (Cgil) e Palese (Uil) lanciano l'allarme dopo la chiusura della Italcementi di Montalto di Castro

Ottanta nuovi disoccupati nell’edilizia

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Fabio Turco della Cisl

Fabio Turco della Filca Cisl

Massimo Guerrini, segretario di Fillea Cgil

Massimo Guerrini, segretario di Fillea Cgil

Francesco Palese di Fenael Uil

Riceviamo e pubblichiamo – Centinaia di imprese in cassa integrazione, circa duemila posti di lavoro persi negli ultimi tre anni, ritardi nei pagamenti, cantieri fermi e nessuna ripresa nel comparto edile nel 2012.

Questo il quadro drammatico del settore delle costruzioni nel Viterbese, una vera ecatombe.

A Montalto di Castro, nelle ultime due settimane si sono persi ottanta posti di lavoro, 63 lavoratori della Comal e diciassette del cementificio Montalto, gruppo Italcementi, che con la chiusura definitiva dello stabilimento ha messo la parola fine alla sua esperienza nella cittadina tirrenica.

Tutto questo, avviene in un assordante silenzio, dove la politica è distratta dai vari batman e primarie, non rendendosi conto che gli unici a essere rottamati per adesso sono lavoratori e imprese.

Questa situazione non è più sostenibile. Gli amministratori pensino a curare i vari mali del proprio territorio, mettendo in campo iniziative concrete, attivando una politica nobile, di spessore e che sia da esempio nei confronti dei tanti imbroglioni che usano la politica solo ed esclusivamente per le loro tasche.

Due anni fa quando la crisi iniziava a mordere abbiamo organizzato una grande iniziativa pubblica, “Gli stati generali della costruzioni”, per lanciare forte il grido di allarme del settore anche nella Tuscia; coinvolgendo le istituzioni locali della Provincia, i rappresentanti della Regione Lazio, il Comune di Viterbo.

Chiedemmo una grande responsabilità politico-istituzionale, un impegno straordinario, perché straordinario era il momento; furono presi degli impegni dalla politica rappresentata negli enti locali, conseguenti anche a precise proposte, ma oggi registriamo una insufficiente azione a sostegno dell’economia della Tuscia, in primis l’edilizia, che evidenzia uno scollamento tra mondo del lavoro e della politica.

Il moltiplicarsi delle dismissioni dei posti di lavoro sta creando un allarme sociale che deve far riflettere seriamente le Istituzioni nel suo insieme. I lavoratori e le lavoratrici, i cittadini in generale si aspettano molto di più dai propri rappresentanti Istituzionali, rispetto agli scandali ed alla degenerazione morale che interessa ormai anche il nostro territorio.

Fabio Turco
Filca Cisl

Massimo Guerrini
Fillea Cgil

Francesco Palese
Feneal Uil


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9 ottobre, 2012

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