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“Prescrizione, una brutta notizia”

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Pieranna Falasca

Riceviamo e pubblichiamo – Prescrizione dei reati, dopo sette anni, la sentenza è di “non doversi procedere”. Così si chiude il processo sul traffico illecito di 250mila tonnellate di rifiuti speciali nei centri di ripristino ambientale di Vetralla, Castel Sant’Elia e Capranica, in cui Legambiente Lazio e il coordinamento provinciale di Legambiente Viterbo, assistiti dall’avvocato Giuseppe Pierdomenico sono costituiti parte civile.

Una notizia che arriva proprio mentre nelle stesse ore, è stato effettuato dalle forze dell’ordine un nuovo sequestro di 12mila metri quadrati di discariche abusive, ancora una volta nei territori di Sutri e Castel Sant’Elia.

“La prescrizione è una brutta notizia che in parte ci aspettavamo, abbiamo tenuta altissima l’attenzione sul processo proprio per tentare di evitarla, tutto si è svolto secondo le regole, ma è triste e difficile accettare che le schermaglie giudiziarie abbiano battuto il buon senso – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Prescrizione non è né assoluzione né condanna, per capire però meglio il merito dei fatti occorrerà attendere le motivazioni della sentenza. Ora è comunque fondamentale e urgente intervenire affinché i territori che sono stati teatro dello scempio ambientale siano definitivamente risanati”.

“Rimane il fatto che i rifiuti in quelle cave ci sono finiti, quello che ci interessa è capire e vigilare su che cosa succederà ora in quelle aree che sono state dissequestrate – afferma Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo -. Il territorio del Viterbese è sempre più in preda a una serie inarrestabile  di discariche di rifiuti incontrollate, come testimonia purtroppo anche il sequestro di oggi in quegli stessi territori. E’ ora che l’obiettivo della bonifica delle aree e della sorveglianza del territorio diventi davvero prioritario”.

Legambiente ricorda i numeri del ciclo illegale dello smaltimento di rifiuti nel Lazio: secondo il Rapporto Ecomafie 2012,  il Lazio è al primo posto fra le regioni dell’Italia centrale per questo tipo di reati, con 326 infrazioni accertate, un arresto, 162 sequestri e 354 persone denunciate.

Legambiente Lazio


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