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Rifiuti e appalti, arrestato il sindaco di Graffignano

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Il sindaco di Graffignano Adriano Santori [3]

Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

L'assessore Luciano Cardoni [4]

L’assessore Luciano Cardoni

Le immagini dai filmati della forestale [5]

Le immagini dai filmati della forestale

Le immagini dai filmati della forestale [6]

La forestale fuori il Genio civile di Viterbo [7]

La forestale fuori il Genio civile di Viterbo

Il blitz della forestale [8]

Il blitz della forestale

Il blitz della forestale [9]

Il blitz della forestale 

Il blitz della forestale [10]

Il blitz della forestale 

Il blitz della forestale [11]

Il blitz della forestale

– Rifiuti, arrestati il sindaco di Graffignano e un assessore (fotocronaca [12] – video [13]).

Raccolta differenziata dei rifiuti, lavori stradali e ristrutturazione d’edifici pubblici: in questi settori il corpo forestale dello Stato nell’ambito dell’operazione “Genio e sregolatezza” ha smantellato un sistema di corruzione che ha portato all’arresto di dodici persone, nove in carcere e tre ai domiciliari, e alla denuncia di 51 a piede libero sia nell’imprenditoria che nell’ambito della pubblica amministrazione.

Tra gli arrestati c’è Adriano Santori, sindaco del comune di Graffignano, e l’assessore all’Ambiente Luciano Cardoni, ai domiciliari.

In manette anche due dipendenti dell’ufficio Genio civile di Viterbo, Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, due imprenditori di Viterbo, Roberto Tomassetti e Angelo Anselmi, uno di Vetralla, Marcello Rossi, uno di Tarquinia, Luca Amedeo Girotti, due di Montefiascone, Fabrizio Giraldo e Stefano Nicolai, e due di Celleno, Gianfranco e Daniela Chiavarino, padre e figlia. Ai domiciliari: Cardoni, Nicolai e Rossi.

Questo il primo bilancio dell’operazione condotta dal Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale (Nipaf) del corpo forestale dello Stato di Viterbo.

Su disposizione della procura di Viterbo sono in atto inoltre 38 perquisizioni presso ditte e abitazioni, nonché sette acquisizioni di documenti presso uffici pubblici, non solo nel Lazio, ma anche in Umbria, Liguria e Veneto.

Una ventina le società indagate in quindici comuni, dei quali diversi della Tuscia e altri umbri, veneti e liguri.

Le indagini, condotte per oltre due anni dalla forestale di Viterbo, sono scattate in seguito alle intercettazioni eseguite nell’ambito di una precedente inchiesta [14] relativa al pagamento di tangenti per il rilascio di nulla osta paesaggistici.

“Dall’esame delle centinaia di migliaia di conversazioni intercettate al telefono, o registrate negli uffici e nelle autovetture di alcuni indagati  – si legge in una nota della forestale – e dall’analisi di filmati realizzati con telecamere occulte, emergerebbe un quadro di diffusa corruzione e turbativa delle gare indette sia da alcuni comuni viterbesi, romani e ternani, che dalla provincia di Viterbo, con la complicità di pubblici ufficiali corrotti.

Sarebbero, infatti, 26 le gare d’appalto risultate truccate nei settori della raccolta differenziata dei rifiuti, dei lavori stradali e della ristrutturazione di edifici pubblici, per un importo totale superiore ai 12 milioni di euro.

Le ditte invitate a partecipare venivano selezionate in modo da permettere alla predestinata vincitrice di non trovare ostacoli e, inoltre, veniva mantenuto un sostanziale equilibrio tra le ditte partecipanti al sodalizio criminale al fine di garantire a tutte una fetta dei contratti.

Le decine di società indagate si spartivano le gare, provvedendo non solo a remunerare i pubblici ufficiali che le favorivano, ma anche ad escludere dagli appalti pubblici le società antagoniste.

Gli accordi garantivano offerte economiche estremamente vantaggiose per le ditte vincitrici che, di norma, effettuavano dei ribassi minimi dato che era garantita l’assenza di concorrenza. Per di più tale meccanismo provocava danni rilevanti per la collettività, chiamata a sostenere oneri superiori a quelli che si sarebbero determinati in un contesto di libero mercato e di rispetto della legge”.

Sempre secondo la forestale, i due dipendenti dell’ufficio Genio civile di Viterbo sarebbero i personaggi chiave dell’inchiesta.

Gli uomini della forestale è dalle prime luci dell’alba che stanno eseguendo le dodici ordinanze di misura cautelare, su provvedimento del gip di Viterbo. I reati contestati sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbativa d’asta.

Nell’operazione sono stati impegnati duecento uomini dei comandi regionali della forestale di Lazio, Umbria, Veneto e Liguria, ispettorato generale e nuclei investigativi centrali.

Nella lunga lista di indagati spiccano nomi noti, come quello dell’architetto Giovanni Cardarelli, dei sindaci di Arlena di Castro Publio Cascianelli e di Vignanello Federico Grattarola. E poi, ancora, Giulio Tullio Curti, Fabrizio Galli di Acquapendente, i geometri Massimo Ciucciarelli Torquato Nisi e l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini.

 

 

 


 

Gli arrestati

1) Adriano Santori

2) Luciano Cardoni (domiciliari)

3) Roberto Lanzi

4) Gabriela Annesi

5) Marcello Rossi (domiciliari)

6) Stefano Nicolai (domiciliari)

7) Fabrizio Giraldo

8 ) Luca Amedeo Girotti

9) Gianfranco Chiavarino

10) Daniela Chiavarino

11) Roberto Tomassetti

12) Angelo Anselmi


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