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Rifiuti e corruzione - Inchiesta Longa Manus - L'ex sindaco di Montefiascone amareggiato dopo la notizia del suo rinvio a giudizio

“Sono deluso, ma ho la coscienza a posto”

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Fernando Fumagalli

Fernando Fumagalli

“Sono deluso, ma con la coscienza a posto”.

Fernando Fumagalli accoglie rassegnato la notizia del suo rinvio a giudizio per la vicenda Longa Manus. E’ il nuovo capitolo della sua vicenda giudiziaria, che sembrava finita nell’estate 2010 e che, invece, continuerà il 12 febbraio sul banco degli imputati. Così ha deciso il gup Francesco Rigato, fissando la prima udienza del processo per l’ex sindaco e altre dieci persone.

Fumagalli dovrà rispondere di corruzione e falso ideologico. Lo si accusa di aver affidato il servizio di riscossione della Tarsu e pulitura delle strade alla società Geseco, in cambio dell’assunzione di alcune persone. Quattro spazzini indicati dal comune per quattro mesi.

“Ho cercato solo di aiutare delle persone in difficoltà – dichiara il sindaco -. Col discorso dell’immondizia non c’entriamo nulla. Mi rendo conto che il sindaco ero io e un sindaco è responsabile di tutto quello che succede nel comune. Se ho sbagliato non lo so, ma io non ho fatto niente davvero”.

Arrestato nel maggio del 2007, Fumagalli fu prosciolto tre anni dopo. Ma i pm Stefano D’Arma e Franco Pacifici impugnarono la decisione del giudice davanti alla Cassazione, che accolse il loro ricorso. Proscioglimento annullato e nuova udienza preliminare. L’ex sindaco è tornato davanti al gup. E da ieri, sa che a febbraio lo aspetterà il processo.

“Lo affronterò a testa alta perché sono innocente – continua a ripetere -. Oggi sono amareggiato e deluso dalla giustizia italiana. Ma vado avanti. Non ho mai chiesto niente a nessuno e non mi sono mai approfittato di nessuno. Ho sempre cercato di essere una persona corretta e spero che questo mi sia riconosciuto. Sarà il giudice a dire se ho sbagliato o meno”.


Longa Manus

L’inchiesta prese avvio nel maggio 2007, quando i carabinieri del comando Tutela ambiente denunciarono 28 persone e ne arrestarono 10.

Tra questi c’erano anche l’allora sindaco di Montefiascone Fernando Fumagalli, l’assessore Valdo Napoli e il segretario comunale Luciano Carelli, ai domiciliari per corruzione e falso.

La prima accusa era in relazione all’appalto per lo smaltimento dei rifiuti, affidato dal Comune di Montefiascone alla società Geseco, sembrerebbe, dietro promessa di assumere alcune persone.

La seconda riguarderebbe, invece, le due delibere che diedero l’ok all’esternalizzazione dei servizi di pulitura delle strade e riscossione della tassa sui rifiuti sempre alla Geseco.

In un secondo momento ricevettero un avviso di garanzia anche il vicesindaco Sandro Leonardi e Fabrizio Turchetti, responsabile della logistica della Sieco.

Finirono agli arresti per smaltimento illegale di rifiuti, corruzione aggravatafalso ideologico, anche tecnici e responsabili di società consorziate: Bruno Mancini, titolare della discarica di Tuscania, Angelo Bologna, amministratore del gruppo Econet-Sieco, Antonio Sini, amministratore della Consit Scarl, Luigi Giuseppe Ferri, amministratore e responsabile tecnico della Sap, Massimo Jandolo, direttore tecnico del gruppo Econet-Sieco; Fabio Boni, addetto commerciale del gruppo Econet-Sieco, Giuseppe Bologna, amministratore della Econet-Sieco.

La tesi dell’accusa è che la maggior parte degli indagati (amministratori esclusi) abbia dato vita a struttura finalizzata al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non, costituiti da fanghi di depurazione contenenti alte concentrazioni di piombo, nichel, cadmio zinco e mercurio, terre di bonifica inquinate da Pcb, nonché altri rifiuti tossico-nocivi, tutti particolarmente dannosi per l’ambiente e la salute dell’uomo, destinati a tre discariche di Toscana, Puglia e Sardegna e terreni agricoli della provincia di Viterbo.

23mila tonnellate tra rifiuti tossico e pericolosi sono stati smaltiti illegalmente in Sardegna, Toscana, Lombardia dall’agosto 2006. Una parte dei materiali miscelati con rifiuti organici normali è stata riversata anche su terreni agricoli nel Viterbese.


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16 ottobre, 2012

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