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Farnese - Polizia - Squadra mobile - A giudizio il padre - Processo fissato a dicembre con rito immediato

Sorelline pestate e costrette a badare al gregge

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Il gregge custodito dalle ragazze

Fabio Zampaglione con i suoi uomini della squadra mobile

Fabio Zampaglione con i suoi uomini della squadra mobile

Gli agenti della mobile

Alcuni degli agenti che erano intervenuti al blitz

(s.m.) – Avrebbe costretto le figlie adolescenti a badare a un gregge dall’alba al tramonto.

Ora inizierà il processo per il 37enne di Farnese arrestato dalla squadra mobile il primo agosto. Maltrattamenti in famiglia e incendio colposo, le accuse.

La prima perché, secondo le indagini, avrebbe picchiato a sangue le due ragazzine anche con martelli, cric, bastoni e una chiave inglese.

La seconda, per il rogo appiccato nel suo podere in un momento di rabbia, che mandò in fumo venti ettari di terreno il 12 luglio scorso.

Le figlie, tredici anni l’una e quattordici l’altra, sarebbero state obbligate a trascorrere le loro giornate dietro un gregge di oltre cento pecore. Estate e inverno. Con sveglia all’alba, breve pausa pranzo e lavoro fino a sera. E quando, da settembre a giugno, andavano a scuola, i faticosi lavori di pastorizia erano solo spostati al pomeriggio, dopo le lezioni.

Per l’accusa, rappresentata dal pm Paola Conti, le due sorelline sarebbero state ripetutamente pestate dal padre fino a svenire. Una volta l’uomo avrebbe persino cercato di investirle con la macchina.

Gli agenti della squadra mobile le hanno trovate sporche, sfinite e piene di lividi quando le hanno ascoltate in questura. “Oggi è il giorno più bello della mia vita – disse una delle ragazzine ai poliziotti -. Era meglio morire che vivere così”. Nelle stesse condizioni, la madre, che avrebbe assistito ogni giorno al calvario delle figlie senza poter fare nulla. La donna, le bambine e il fratellino di quattro anni si trovano da mesi in una struttura protetta.

Subito dopo l’arresto, confermato anche dal gip all’interrogatorio di garanzia, il 37enne chiese scusa. Disse di volersi curare e di aver solo chiesto aiuto alle sue figlie, in un momento di estrema difficoltà. Ora dovrà difendersi al processo, fissato per dicembre con rito immediato.


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14 ottobre, 2012

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