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Operazione City - Tre su cinque si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Spaccio di coca in centro, gli arrestati si difendono

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M.S. 18 anni

M.S. 18 anni

M. G. 20 anni

M. G. 20 anni

S. A., 23enne

S. A., 23enne

T.F. 28 anni

T.F. 28 anni

F.D. 44 anni

F.D. 44 anni

La squadra mobile

Fabio Zampaglione e gli uomini della squadra mobile

Sono stati ascoltati ieri mattina gli arrestati dell’operazione City.

I cinque, tutti accusati di aver spacciato cocaina nel centro di Viterbo, sono comparsi davanti al gip Franca Marinelli, per l’interrogatorio di garanzia.

Dei tre in carcere, solo il 28enne T.F. si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Gli altri due, il 44enne F.D. e il 23enne albanese S.A. hanno, invece, risposto a tutte le domande del gip.

In particolare F.D., assistito dall’avvocato Luigi Mancini, avrebbe ammesso di fare uso personale di droga, negando, però, l’attività di spaccio. “Sono un imprenditore – avrebbe spiegato al giudice -. Non ho bisogno di spacciare per  fare soldi”.

I più giovani del gruppo, il 18enne M.S. e il 20enne M.G., si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il giudice si è riservato di decidere dopo il parere del pm Stefano D’Arma.

Il blitz era scattato all’alba del 9 ottobre, a coronamento di un’indagine portata avanti per mesi. Gli agenti della squadra mobile, coordinata da Fabio Zampaglione, sono arrivati ai presunti spacciatori attraverso una serie di intercettazioni e perquisizioni.

Ai quattro arresti di martedì mattina si è aggiunto il quinto il giorno dopo. All’appello mancava S.A., fuggito dopo aver saputo del blitz.

Duecento i grammi di stupefacente sequestrato dalla narcotici, soprattutto cocaina, ma anche hashish e marijuana. Lo spaccio, secondo gli investigatori, avveniva nel centro di Viterbo. Senza alcuna ramificazione nei paesi della provincia.

In totale gli indagati erano quindici, cinque dei quali arrestati in flagranza durante l’operazione.


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13 ottobre, 2012

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