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Camera di commercio - Sagre in provincia con un occhio ai problemi del settore legati al cinipide e alla siccità

Un mese di castagne in sei comuni della Tuscia

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L'assessore provinciale Simeone e il presidente della Camera di commercio Palombella

L'assessore provinciale Simeone e il presidente della Camera di commercio Palombella

Il sindaco Marini alla conferenza di presentazione delle sagre

Il sindaco Marini alla conferenza di presentazione delle sagre

L'assessore provinciale Simeone e il presidente della Camera di commercio Palombella

(g.f.) – E’ la festa della castagna, ma quest’anno è anche l’occasione per portare l’attenzione su un settore che nella Tuscia non se la passa molto bene.

Dal sei ottobre al primo novembre l’ottava edizione tocca sei comuni della provincia. “La castagna – spiega il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella – è un prodotto da valorizzare, perché significa anche mettere in risalto il territorio e le sue tradizioni.

Non ci nascondiamo la preoccupazione dovuta a vicissitudini che hanno portato a una forte contrazione nella raccolta. Il cinipide, ma anche condizioni climatiche avverse non hanno aiutato.

Ecco perché abbiamo pensato a una festa quest’anno responsabile, in cui discute anche della situazione e il Cefas con il suo centro studi darà un contributo tecnico e scientifico.

Con la provincia e le associazioni daremo vita a una sorta di stati generali della castagna”.

La scarsità del raccolto quest’anno più che al cinipide è imputabile al prolungato periodo di siccità e temperature elevate. Nella Tuscia la superficie coltivata ammonta a 2,458 ettari per un totale di 1,145 aziende.

Gli appuntamenti con la festa della castagna sono ogni fine settimana a Canepina dal 13 al 31 ottobre, Caprarola dal 20 ottobre al 10 novembre, Latera dal 20 al 28 ottobre, San Martino al Cimino dal 13 al 28 ottobre, Soriano nel Cimino dal 4 al 14 ottobre e Vallerano dal 6 ottobre al primo novembre.

Alla conferenza stampa in camera di commercio, oltre ai sindaci dei comuni interessati, Giulio Marini compreso, l’assessore provinciale Franco Simeone.

“L’agricoltura – spiega Simeone – abbiamo l’obbligo di ribadirlo con forza – è il settore trainante dell’economia a Viterbo. Il 38% delle aziende iscritte sono del settore. Di queste una fetta significativa è rappresentata dalla castanicoltura.

Se l’agricoltura muore, muore una fetta importante della nostra economia”.


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5 ottobre, 2012

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