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Montefiascone - Presunto stupro di due minorenni - Depositate ieri mattina dall'avvocato dei cinque ventenni accusati

Violenza nel bosco, pronte le controindagini della difesa

La procura di Viterbo

– Violenza nel bosco, pronte le contro-indagini della difesa.

Sono da ieri mattina sulla scrivania del pm Fabrizio Tucci i risultati delle indagini difensive dei cinque ragazzi accusati di stupro.

L’avvocato Paolo Angelo Sodani, nuovo legale dei cinque, ha avuto, ieri mattina, un colloquio con il sostituto procuratore, titolare dell’indagine sul presunto stupro di due minorenni a Montefiascone.

Le ragazze, entrambe straniere, erano entrambe nella Tuscia per studiare. La 16enne norvegese è tornata a casa. L’altra, una 17enne russa, si trova, invece, ancora nella provincia di Viterbo. La ragazza spicca per la sua intelligenza. Sarebbe una sorta di piccolo genio della matematica. Anche per questo, sul caso, si è attivata la diplomazia, con la recente visita del console russo in procura.

Il fatto risale alla notte tra il 29 e il 30 settembre. Le ragazze hanno conosciuto i cinque giovani – quattro di Acquapendente e uno di Onano -, tutti tra i 20 e i 22 anni, in una discoteca di Viterbo. Dopo, hanno chiesto loro un passaggio a casa. Ma l’auto si è fermata per strada, in un boschetto a Montefiascone. Qui le ragazze sarebbero state costrette ad avere rapporti sessuali con ognuno dei cinque. Ma gli accusati smentiscono, affermando che entrambe erano consenzienti.

A destare dubbi negli inquirenti, le versioni totalmente contrastanti delle due presunte vittime e, viceversa, i racconti coincidenti e dettagliati dei cinque e la loro compattezza nel respingere con forza le accuse.

Dopo il sequestro dell’auto in cui i sette ragazzi hanno fatto l’intero tragitto, il pm Fabrizio Tucci dovrà esaminare le controindagini dell’avvocato Sodani, fermamente convinto dell’innocenza dei cinque. “Dalle nostre investigazioni emerge la completa estraneità di questi ragazzi – afferma il legale -. Abbiamo cercato riscontri alla loro versione dei fatti e li abbiamo trovati. L’accusa è paradossale e i ragazzi sono sbigottiti”. E sugli accertamenti eseguiti: “Sono molto precisi e risultano inconciliabili con la versione accusatoria delle ragazze”. Ma sul tipo di indagini da lui effettuate non rivela nulla.

La procura, intanto, resta in attesa dell’esito della consulenza decisiva, sul profilo Facebook di una delle presunte vittime. Secondo indiscrezioni, gli inquirenti starebbero passando al setaccio la messaggistica inviata dalle ragazze.

La conclusione dell’indagine, comunque, è vicina.

19 ottobre, 2012

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