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Montefiascone - Presunto stupro di due minorenni - Parla il primo cittadino di Acquapendente, che conosce quattro dei cinque giovani denunciati

Violenza sessuale, il sindaco Bambini: “Ragazzi normalissimi”

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Alberto Bambini

Alberto Bambini

“Ragazzi normalissimi, di buona famiglia e che lavorano. In paese li conosciamo tutti”.

Il sindaco Alberto Bambini pesa le parole. L’indagine sui suoi quattro compaesani, tutti ventenni, accusati di aver violentato due minorenni straniere, è delicatissima. Il primo cittadino di Acquapendente non se la sente di commentare. Soprattutto adesso, con un’inchiesta in pieno svolgimento che non si sa ancora quale piega prenderà.

In procura sono ottimisti. Il pm Fabrizio Tucci potrebbe, forse, tirare le somme anche tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Il sindaco se lo augura. “Il paese non ha ancora digerito la notizia dell’indagine aperta su questi ragazzi. Siamo tutti in attesa di capire quale sarà l’epilogo. Aspettiamo che finisca, in un modo o nell’altro. Qualche televisione ci ha etichettato come “omertosi”, solo perché i cittadini non hanno risposto alle domande dei giornalisti. La nostra non è omertà, ma prudenza. I fatti contestati, se fossero veri, sarebbero gravissimi. Rispettiamo il lavoro della magistratura e non vogliamo dare giudizi affrettati”.

I cinque, quattro di Acquapendente e uno di Onano, hanno tra i 20 e i 22 anni. Sabato 29 settembre hanno conosciuto le ragazze in discoteca a Viterbo. Loro, una 17enne russa e una 16enne norvegese, nella Tuscia per studiare, sarebbero partite da Acquapendente. Sono usciti tutti insieme dal locale. Le ragazze avrebbero chiesto un passaggio ai cinque. La presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta sulla strada tra Montefiascone e Bolsena. Dopo, i sette ragazzi sono rientrati tutti insieme in macchina, per riaccompagnare le due amiche. La denuncia a piede libero sarebbe scattata il primo ottobre.

Identificati e rintracciati, i ragazzi sono stati ascoltati lunedì dal magistrato titolare dell’indagine. Al pm avrebbero dato la loro versione dei fatti, negando di aver costretto le ragazze e rispondendo a tutte le domande. “Abbiamo collaborato dal primo momento con la magistratura e abbiamo fiducia nel dottor Tucci – ha dichiarato l’avvocato dei cinque, Vincenzo Dionisi -. Sappiamo che sta facendo tutto il possibile per far emergere la verità. Apprezziamo il suo modo di condurre l’indagine e la sua discrezione. Noi, da parte nostra, restiamo a disposizione della procura”.


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11 ottobre, 2012

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