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Bilancini “recuperatore di tangenti”…

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La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile [4]

Le immagini del blitz Genio e sregolatezza

Le perquisizioni della forestale [5]
La forestale setaccia gli uffici [6]

(s.m.) – Gare truccate a Farnese, Arlena di Castro e Lubriano. Più un ulteriore appalto del biennio 2008-2010.

Si contesta questo a Giuliano Bilancini, unico volto nuovo nella caterva di arresti di “Genio e sregolatezza” bis.

L’imprenditore di Ischia di Castro, amministratore unico della società che porta il suo nome, era già indagato per turbativa d’asta nell’inchiesta sugli appalti truccati. Da due giorni è in carcere a Mammagialla e ieri è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

La sua posizione si è improvvisamente aggravata dopo che i pm viterbesi hanno ascoltato due persone informate sui fatti, un geometra e un ragioniere presentatisi in procura a fine ottobre.

Il geometra sarebbe andato, al posto di Bilancini, all’appuntamento con il funzionario del Genio civile arrestato Roberto Lanzi e un altro imprenditore, destinatario di un appalto non ancora identificato.

Stando alle indagini, Lanzi aspettava da luglio 2010 una tangente dall’imprenditore, che però non pagava. Bilancini era il subappaltatore. Come tale, doveva liquidare una quota all’imprenditore. Per i pm, però, Bilancini si sarebbe impegnato a non saldare il conto con l’appaltatore finché quest’ultimo non avesse pagato la tangente a Lanzi. A questo serviva l’incontro del novembre 2010: il geometra di Bilancini paga l’imprenditore che, a sua volta, versa 7mila e 500 euro al funzionario del Genio civile. Un sodalizio con Lanzi che fa sì che i pm descrivano Bilancini come “recuperatore di tangenti”, nelle loro nuove richieste di arresto.

Il nome dell’imprenditore di Ischia di Castro ricorre in altri tre appalti: uno è indetto dal comune di Lubriano; il secondo da quello di Farnese, per la riqualificazione di alcune strade; il terzo da Arlena di Castro, sempre per lavori stradali.

In tutti i casi si ipotizza che Bilancini sia coinvolto in accordi “collusivi e fraudolenti” con i colleghi, sia sulle offerte che sul contegno da tenere. Nell’appalto di Arlena, in particolare, l’imprenditore sarebbe stato invitato per sbaglio a partecipare.

Per i magistrati, la gara era già destinata all’imprenditore arrestato Stefano Nicolai che, tramite Lanzi, avrebbe chiesto a Bilancini di farsi da parte per lasciargli campo libero. Che sia andata così dovranno essere i pm a dimostrarlo. La gara, comunque, la vinse Nicolai.


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