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Morti bianche - Incidente sul lavoro a Torrevaldaliga Nord - Udienza preliminare, chiesto il rinvio a giudizio per gli altri dieci

Operaio muore in centrale, un indagato patteggia

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Sergio Capitani, l'operaio vittima di un incidente sul lavoro

Sergio Capitani, l'operaio vittima di un incidente sul lavoro

Ha patteggiato un anno e quattro mesi uno degli indagati per la morte di Sergio Capitani.

L’operaio di Tarquinia rimase vittima di un incidente sul lavoro nell’aprile di due anni fa. Un getto di ammoniaca, fuoriuscito violentemente da un tubo, lo scaraventò contro un palo. Sergio morì così. A 33 anni, mentre lavorava coi colleghi su un ponteggio alto dodici metri, alla centrale Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia.

In tredici finirono sotto inchiesta per omicidio colposo (oggi dodici, dopo la morte del datore di lavoro dell’operaio). Uno, un capostruttura dell’Enel, ha patteggiato. Il gup del tribunale di Civitavecchia Nespeca ha accolto la richiesta della difesa, ritenendo congrua la pena.

L’udienza preliminare è agli sgoccioli. Il pm di Civitavecchia Edmondo De Gregorio, nella sua requisitoria pronunciata ieri, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti (dieci in totale, la posizione di uno è stata stralciata per gravissimi problemi di salute), ricostruendo i gli ultimi istanti di vita di Sergio.

“Gli operai sono stati mandati lì sopra allo sbaraglio – ha dichiarato il magistrato -, con un’altissima soglia di rischio che, infatti, è arrivato alle estreme conseguenze”.

Soddisfazione da parte di Davide Capitani, cugino della vittima e legale della famiglia, parte offesa nella vicenda giudiziaria scaturita dalla morte di Sergio. “Il patteggiamento segna un’assunzione di responsabilità – afferma Capitani -. Quanto detto dal pm è stato la conferma che quell’intervento non fu fatto “in emergenza”. L’emergenza era un’altra: un’emergenza produttiva di Enel, che ha mandato i lavoratori a sbloccare quella tubatura in fretta, perché era il sabato di Pasqua e si rischiava di non trovare squadre operative per i due giorni successivi. Si è scelto, quindi, di intervenire con un sistema rapido, ma estremamente pericoloso, che è costato la vita a Sergio“.

A novembre parleranno le difese.


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1 novembre, 2012

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