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Provincia - Consiglio aperto sui precari - Approvato documento all'unanimità

“Impossibile salvare tutti i lavoratori”

di Giuseppe Ferlicca
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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

– 117 posti di lavoro da salvare e sopratutto servizi al cittadino da mantenere. Non sarà semplice.

La seduta aperta di consiglio provinciale si è chiusa con un documento approvato all’unanimità in cui si auspica il mantenimento dei precari in provincia, il cui contratto è in scadenza, ma il quadro non è dei più rassicuranti.

Occorre un milione e 650mila euro, però i vincoli sulla spesa impongono un taglio del 50%. Sommato ad altre restrizioni e alle difficoltà dovute alla situazione non proprio chiara in parlamento, non ci sono molte ragioni per essere positivi. A parte l’impegno e la volontà comune di politica, sindacati e rappresentanti dei lavoratori nel cercare una soluzione, la più equa e la meno indolore possibile.

“Il costo del personale interinale – spiega il presidente Marcello Meroi – meno i costi per le cooperative che erogano servizi (448mila euro), ammonta a un milione 670mila euro. Salvo modifiche rispetto ai vincoli attuali, possiamo investire la metà. Mancano 840mila euro.

Pure avendoli, non avremmo comunque potuto superare i 653mila euro per effetto delle restrizioni imposte.

I precari gestiscono servizi per l’amministrazione provinciale, dobbiamo garantire continuità. Finora abbiamo salvaguardato chi doveva esserlo. Per chi è rimasto fuori c’è una motivazione o non aveva legittimazione per esserlo.

Dobbiamo attendere la pubblicazione della norma sulla stabilità a capire a quanto ammonta il rifinanziamento degli enti locali. Abbiamo dovuto aumentare e non c’è piaciuto, dell”1,5% la tassa sull’immatricolazione e la responsabilità civile per i veicoli che circolano in provincia, non arrivando all’aliquota massima come in altre province”.

Stringere la cinghia al momento sembra la sola via percorribile. “Dobbiamo fare sforzi, riorganizzare, con l’obiettivo di salvaguardare posti di lavoro, garantendo la gestione dei servizi”.

Non staccando i piedi da terra. “Se i numeri restano questi – osserva Meroi – mantenere le stesse condizioni è impossibile”.

Eleonora Delmirani, rappresentante dei lavoratori chiede alla politica un impegno per la salvaguardia dell’occupazione, mentre Gianluca Mantuano, capogruppo Pdl, invoca un’operazione verità per non alimentare false speranze.

“Non faremo operazioni di pura demagogia – spiega Mantuano – non diremo che faremo di tutto per salvare tutti, fregandocene delle leggi dello stato, per far passare ai precari un Natale felice, mandando l’ente in dissesto. Così non ci sarebbe più nemmeno un posto da difendere con l’arrivo del commissario”.

La proroga o la stabilizzazione dei precari deve essere una priorità di palazzo Gentili per il suo collega Udc Francesco Bigiotti. “L’invito al presidente Meroi è a mettere in atto ogni azione per dare continuità al lavoro”.

Federico Grattarola (Pd) propone di ragionare fino a giugno, poi si vedrà, avendo solo metà della somma disponibile, soluzione che non convince il presidente Meroi o di trasformare i contratti da interinali a diretti, passaggio che consentirebbe di dare spazio a più lavoratori.

Diverse le possibilità, ma tutte dovranno fare i conti con la disponibilità economica e il destino delle province, con il decreto sull’accorpamento naufragato.

“E’ il giusto epilogo – osserva Meroi – di una vicenda mal confezionata. L’Upi lo diceva da tempo, è un provvedimento incostituzionale. Il governo ha continuato a provare a cancellare gli enti, senza nemmeno avere un piano economico. Perché i risparmi non ci sarebbero stati.

Siamo arrivati al finale ridicolo, in linea con tutto il resto. Adesso con il decreto cancellato ci aspettiamo dalla legge di stabilità provvedimenti che facciano chiarezza sulle attribuzioni e quindi sul futuro delle province”.

Giuseppe Ferlicca


La mozione

Premesso che

le Istituzioni tutte, indipendentemente dai propri riferimenti politici, hanno l’obbligo di farsi carico della tutela del lavoro come valore sociale di democrazia e libertà, soprattutto in un contesto così difficile come quello attuale, che distrugge le speranze e le aspettative in particolar modo dei giovani;

i lavoratori precari della Provincia di Viterbo indiscutibilmente rappresentano una fondamentale risorsa per l’Ente, che ha bisogno del loro operato poiché gli stessi partecipano attivamente con il proprio lavoro al raggiungimento degli obiettivi delle unità di appartenenza;

alla vertenza precari si è risposto in modo condiviso dando incarico formale all’Università di Tor Vergata di stilare una graduatoria in base a criteri stabiliti e concertati;

lo stesso studio dell’Università presentato nell’aprile 2011 ha evidenziato una carenza sostanziale di personale in alcuni settori.

Considerato che

l’evoluzione legislativa circa il riassetto degli Enti Provincia è in una fase di stallo;

che altresì la tipologia delle funzioni che rimangono in capo all’Ente Provincia risultano ad oggi invariate;

Tenuto conto

che si ha necessità di continuare a garantire il regolare svolgimento dell’attività amministrativa dell’Ente, fornendo ai cittadini adeguati livelli dei servizi erogati;

che i tanti precari hanno in tutti questi anni contribuito al raggiungimento dei risultati aspettati;

delle richieste avanzate in consiglio dalle sigle sindacali e dal comitato dei precari;

Tutto ciò premesso

Il Consiglio provinciale chiede

al presidente ed alla giunta di mettere in atto tutte le iniziative condivise, anche con le organizzazioni sindacali, affinché possa essere garantita la continuità della erogazione dei servizi avvenuta fino ad oggi anche grazie al contributo di tutti i lavoratori precari impegnati.

 



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11 dicembre, 2012

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