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Via all'accertamento sullo stato di salute del bacino - L'ex primo cittadino di Caprarola Cuzzoli: Gli unici che hanno agito sono i sindaci

Lago di Vico, cinque mesi di incidente probatorio

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L'alga rossa al lago di Vico

L'alga rossa al lago di Vico

L'ex sindaco di Caprarola Alessandro Cuzzoli

Massimo Sangiorgi

L'ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi

– Accertare la presenza di arsenico, metalli pesanti e altri agenti nocivi nel lago di Vico dal 2007 al 2011.

Sarà questo il compito del chimico Pietro Gallina, nominato perito del tribunale di Viterbo nell’incidente probatorio sul lago di Vico.

L’incarico è stato conferito ieri mattina, nell’ambito dell’inchiesta sullo stato di salute dello specchio d’acqua tra Ronciglione e Caprarola.

Indagati gli ex sindaci dei due paesi, Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli, che devono rispondere di disastro colposo, omissione di atti d’ufficio e distribuzione al consumo umano di acque contaminate.

Stando alle indagini del pm Franco Pacifici, i due primi cittadini non avrebbero attuato le misure adeguate a contrastare il degrado nel lago. A Sangiorgi e Cuzzoli si contestano anche le ordinanze di non potabilità dell’acqua, bollate dagli inquirenti come incomplete e poco chiare.

Ieri, la prima udienza davanti al gip di Viterbo Francesco Rigato, in un’aula blindata e gremita di avvocati. Presenti i difensori degli indagati e quelli delle tante parti offese: Accademia Kronos, Legambiente, comitato acqua potabile, Codacons e alcuni privati, che hanno nominato tutti un consulente tecnico.

L’incidente probatorio era stato chiesto dal pm. L’intento era ricostruire le cause dell’inquinamento nel bacino lacustre. Il gip ha spostato l’obiettivo: non tanto risalire alla genesi di alga rossa e arsenico, quanto verificare la presenza di agenti nocivi nel lago tra il 2007 e il 2011, periodo in cui erano sindaci Sangiorgi e Cuzzoli.

La difesa dell’ex sindaco di Ronciglione ha chiesto che la verifica sia estesa anche alla zona del vicino centro chimico, la “Chemical city” che fungeva da deposito di armi chimiche negli anni Quaranta. L’ex magazzino di difesa è fresco di bonifica. L’accertamento sarà ad ampio raggio, ma non è detto che coinvolgerà anche l’area militare. Durerà 160 giorni. Il perito inizierà a lavorare dal prossimo 26 febbraio, con sopralluoghi e campionamenti.

Perplessa la difesa del sindaco Cuzzoli: “Come si fa a capire oggi se c’era arsenico nel lago nel 2007? – si chiede l’avvocato Luca Chiodi, uscendo dall’aula -. E se anche ci fosse stato, la colpa era del sindaco? Da quello che ci risulta il problema è annoso e non risale certo al 2007”.

L’ex primo cittadino difende il suo operato e punta il dito contro la Asl. “Gli unici che hanno agito a tutela dei cittadini sono i sindaci – dice Cuzzoli -. A loro garanzia abbiamo fatto installare i potabilizzatori. La Asl non ha fatto controlli approfonditi perché non aveva attrezzature adeguate. I risultati delle analisi di marzo arrivavano a luglio. In compenso sono stato accusato di seguire procedure non corrette, perché mi ero rivolto all’istituto superiore di sanità”. Il suo avvocato ha chiesto di estendere l’indagine anche ai campioni di acqua destinata al consumo umano e filtrata dai dearsenificatori.

Il 4 ottobre 2013 il perito illustrerà i risultati dell’accertamento in aula.


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8 dicembre, 2012

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