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Viterbo - Apprendista denuncia ex datore di lavoro per violenza sessuale - Ieri la testimonianza della donna

Portata in un magazzino e palpeggiata

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

“Mi ha portata in magazzino, con la scusa di farmi vedere dei mobili. Poi mi ha afferrata da dietro e ha cominciato a strizzarmi i seni”.

Racconta a fatica la donna che ha denunciato il suo ex datore di lavoro per violenza sessuale. Non è scioccata, mentre parla davanti ai giudici del tribunale di Viterbo. Piuttosto sorride, imbarazzata. Non trova le parole per descrivere quell’approccio, tentato nel febbraio 2008 nel retrobottega di un mobilificio del Viterbese.

L’imputato è il proprietario del mobilificio in cui la donna ha lavorato.

Lei, una giovane di nazionalità romena, era stata presa per un apprendistato di venti giorni. Avrebbe dovuto fare la commessa e imparare a progettare cucine. Ma durò solo una settimana. Al secondo giorno, lui le avrebbe messo le mani addosso.

“Mi ha detto di seguirlo, perché in magazzino aveva altri mobili da farmi vedere – ha spiegato la donna all’udienza di ieri -. Una volta dentro, mi ha abbracciata e palpeggiata e ha iniziato a baciarmi. Alla fine mi sono sganciata. Sono una persona aperta e pratica e ho cercato di ragionare: gli ho detto che avevo bisogno e voglia di lavorare e che se si aspettava qualcos’altro, aveva sbagliato persona. Lui mi sembrò disposto a dimenticare e ad andare avanti col lavoro. Per me la cosa finiva lì”.

Ma dopo cinque giorni la donna se ne va. Ha uno screzio con una collega. Lo fa presente al suo datore di lavoro e lui comincia a sbraitare. “Ha minacciato di darmi uno schiaffo”, racconta in aula. A quel punto, il rapporto lavorativo si interrompe. Lei sporge denuncia per violenza sessuale e minacce. Quest’ultima, ritirata ieri mattina in aula.

Sull’imputato pende anche l’accusa di molestie, per una corte un po’ troppo insistente a un’altra apprendista, di nazionalità polacca. E’ stata lei la prima a recarsi in questura a denunciare il fatto. L’altra l’ha seguita poco dopo. Sono gli unici due episodi a carico dell’uomo. “In quattro anni si sono alternate almeno una decina di ragazze, al mobilificio – ha raccontato un’impiegata che, a lungo, ha lavorato nel punto vendita -. A parte questi due casi, mai nessun’altra si è lamentata di qualcosa”.

Il processo continua a giugno.


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12 dicembre, 2012

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