Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

TW-cliccami-560x60-due-colori

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Musica - Vincenzo Ceniti scrive un ricordo dell'organista che portò a Viterbo il concorso nazionale di Noale

“Profonda amarezza per la scomparsa di Celeghin”

Un'immagine di Viterbo

Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – La recente scomparsa dell’organista Luigi Celeghin, subito dopo un concerto tenutosi a Roma sabato scorso, mi arreca una profonda amarezza, l’amarezza di chi vede dissolversi, d’un tratto, una felice stagione di rapporti amichevoli, conoscenza, sorprese e soddisfazioni andata avanti per oltre un trentennio, quando meno dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso, quando avviammo, insieme, una velleitaria campagna promozionale a favore degli organi storici della provincia di Viterbo che Celeghin conosceva a memoria.

Nacque così, quasi in sordina, una timida rassegna organistica – sotto gli auspici dell’allora Ente provinciale per il turismo di cui ero direttore – che suscitò piacevoli sorprese e insospettate adesioni tra i pochi avventori di quelle chiese dotate, ad insaputa di molti, di strumenti impolverati e da soffitta, ma ancora capaci di incredibile energia: la cattedrale di Nepi, la Collegiata di Vignanello, la chiesa di San Clemente a Latera ed altri.

Quei pochi avventori – cui forse per la prima volta venivano fatte ascoltare musiche di Bach, Frescobaldi o Pergolesi – ebbero però la forza di diffondere fecondi tam tam con esiti favorevoli per progetti di restauro, come quello, esemplare, della chiesa di San Pietro a Viterbo.

Non solo. Si crearono anche le condizioni per la costruzione a Viterbo, da parte dell’Ept con la mia personale complicità, del grande organo a trasmissione meccanica di Santa Maria della Verità su progetto fonico di Celeghin che egli stesso inaugurò il 19 giugno 1986 in coincidenza con l’apertura del Festival Barocco.

Celeghin eseguì quella sera davanti ad una affollata platea di viterbesi e turisti e del card. Edoardo Gagnon (che benedì lo strumento insieme al Vescovo Luigi Boccadoro) musiche di Frescobaldi, Buxtehude, Couperin, Vivaldi e la monumentale Toccata e fuga in re minore di Bach.

Nel programma di sala Celeghin scriverà “Un’opera che sulla scia dei riscontri storici, sarà destinata a durare nel tempo quale testimonianza del nostro operato e del nostro credo. Allo sparuto manipolo di oppositori di tali principi, rivolgiamo un cordiale invito a constatare la validità di una realizzazione di cui Viterbo, a buon diritto, può andare orgogliosa”.

Un messaggio che è la riprova di una spontanea cordialità e un sano ottimismo che facevano pariglia con la svolazzante e leggera capigliatura d’argento e l’apparente confusione della sua agenda personale, cui però metteva una mano provvidenziale la sempre presente moglie signora Franca, la prima fans del maestro. Ma non finisce qui.

Celeghin porta a Viterbo alla fine degli anni Novanta, questa volta in collaborazione con l’assessore alla Cultura del Comune Manlio Pace e il suo segretario Gianfranco Faperdue, il concorso organistico nazionale di Noale, forte ormai del fatto che la nostra città disponeva ora di strumenti adeguati e all’altezza di ogni competizione.

Da quel concorso sono venuti fuori organisti di valore – ricordo per tutti Concezio Panone – che ora siedono alla tastiera di molti organi storici e moderni non solo d’Italia.

Vincenzo Ceniti

17 dicembre, 2012

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564