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Quattrocento firme per Alessandro Mazzoli

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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

– (g.f.) Bastavano 120 firme, ne ha raccolte più di quattrocento. Con i numeri dalla sua, Alessandro Mazzoli si presenta.

E’ il primo candidato Pd per le primarie del 30 in parlamento a farlo, poche ore dopo l’ufficializzazione della rosa da parte della commissione.

Su di lui il Pd (con Panunzi in regione) si è ritrovato, con un’intesa che parte da Bersani e arriva a Fioroni, ma l’ex presidente della provincia precisa: semmai questo è un auspicio.

“Non ci sono inciuci – sostiene Mazzoli – mi auguro che la mia candidatura possa essere punto d’incontro. Io del resto non sono mai stato fazioso, ho rispetto per tutti gli altri partecipanti. Se su di me si trova un’intesa unitaria nel Pd ne sono lieto, ma è più un auspicio che non un fatto predeterminato”.

Scorrendo i nomi candidati in regione e parlamento, tutti rappresentano le diverse anime del Pd, tranne uno, Luciano Dottarelli. Un “doppione”, pure lui proveniente dalla galassia sposettiana.

“Non lo vedo come un doppione – continua Mazzoli – c’è da parte sua la volontà di partecipare, le primarie non sono tanto un gioco delle parti, ma entrano in campo altri fattori.

La sua è una scelta che rispetto”. E sempre rispettosamente, Mazzoli prova a immaginare i confini del suo impegno in politica, qualora dovesse essere eletto. Meglio se primo, perché il Pd si è impegnato a fare in modo di portare in parlamento almeno un rappresentante del territorio per ciascuna provincia.

“Auspico un confronto sui contenuti e poi dal 31 un Pd più forte per affrontare le impegnative sfide che ci attendono. Accanto al rigore noi dobbiamo dare un indirizzo politico nuovo per tornare a crescere.

I temi ruotano attorno alla crescita, al consumo, il lavoro e la ripresa economica. Stop all’attacco al mondo della scuola, no al precariato, dobbiamo sollecitare le imprese a stabilizzare e essere una presenza importante in Europa per cambiare orientamento politico”.

Con questa tornata elettorale Giuseppe Parroncini non si candida, Fioroni si candida, ma non si sa dove e Ugo Sposetti non si sa se sarà o meno candidato. Siamo di fronte a un cambiamento. Lento, ma pur sempre cambiamento.

“Le loro scelte favoriscono il rinnovamento, pur rimanendo una presenza importante e di riferimento per il territorio e le sue esigenze”.

Ma Sposetti alla fine sarà candidato? “Da quello che ha dichiarato sembrerebbe di no”. Troppo facile come risposta, ma del resto inutile cercarne altre. Su Fioroni anche peggio. Al massimo si accettano scommesse. O al massimo, citofonare alla sua segretaria.


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