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Tomassetti cinque ore davanti al pm

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La forestale davanti alla Gemma Srl, società dell'imprenditore arrestato Roberto Tomassetti [4]

La forestale davanti alla Gemma Srl, società dell’imprenditore arrestato Roberto Tomassetti

La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile [5]

Operazione Genio e sregolatezza, la perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

I controlli della forestale [6]

Le immagini del blitz

La forestale setaccia gli uffici [7]

(s.m.) – E’ stato un interrogatorio fiume quello di Roberto Tomassetti.

L’imprenditore edile, arrestato due volte nell’appaltopoli viterbese, ha risposto per cinque ore alle domande del pm Fabrizio Tucci.

Sui contenuti del faccia a faccia di sabato pomeriggio, nulla trapela. Il verbale è secretato. Ma che Tomassetti avesse molto da dire era chiaro.

Il titolare della Gemma Srl deve rispondere di almeno dieci dei ventisei presunti appalti truccati scoperti dalla procura di Viterbo.

Non basta. Il nome di Tomassetti ricorre anche nell’altro versante della maxi inchiesta per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio: quello sul cosiddetto “secondo livello”. Gli agganci, anche politici, che avrebbero aiutato gli imprenditori ad aggiudicarsi le gare.

E’ qui che si inserisce l’ex city manager di Viterbo Armando Balducci.

Il dirigente del comune di Roma è indagato [8] proprio nel nuovo e più recente filone d’inchiesta. Il fronte più caldo, sommerso e in evoluzione. Una bomba che la procura non vuole far esplodere troppo presto. Certamente non prima di aver chiarito tutta una serie di circostanze rimaste nell’ombra e che serviranno ai pm per aggiungere nuovi tasselli. Un esempio è l’appalto per l’impianto di sollevamento delle acque reflue di Roma Prima Porta. Un’opera da oltre quattro milioni di euro che faceva gola agli imprenditori del consorzio Lazio Nord (Tomassetti compreso).

Per gli inquirenti, Balducci lo sapeva. Ecco perché avrebbe promesso di favorire il consorzio, chiedendo in cambio una tangente da 5mila euro. Oltre a questo, c’è la lottizzazione al quartiere Acquabianca e gli interessi che potevano ruotare intorno al piano di edilizia residenziale.

Ci sono, probabilmente, ancora molti nodi da sciogliere. Rapporti, contatti, incontri da sondare. Per questo gli inquirenti hanno secretato il verbale e imposto il massimo riserbo, come anche per l’interrogatorio di Luigi Todaro [9], indagato nel secondo filone come presunto intermediario tra gli imprenditori.

Sulle richieste di scarcerazione degli arrestati, il gip dovrebbe pronunciarsi in giornata. Solo il geometra di Montefiascone Fabrizio Giraldo ha ottenuto i domiciliari [10] subito dopo l’interrogatorio di sabato. Domiciliari anche per il sindaco di Graffignano Adriano Santori [11], ma senza interrogatorio.

Tomassetti aspetta, così come i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi. Entrambi ancora in carcere, chiedono lui il permesso di telefonare alla madre a Natale, lei la revoca della custodia cautelare. I pm hanno già dato parere negativo.

Restano l’imprenditore di Ischia di Castro Giuliano Bilancini, che vuole la revoca dei domiciliari, e Daniela e Gianfranco Chiavarino, che avrebbero chiesto il permesso di uscire di casa per sistemare faccende dell’azienda. Ancora in cella, per ora, l’imprenditore tarquiniese Luca Amedeo Girotti. Liberi da settimane i colleghi Angelo Anselmi, Stefano Nicoai, Marcello Rossi e l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni.


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