--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Politica - Intervento di Alessandro Mazzoli candidato alla Camera dei deputati nelle liste del Pd

“Prima di tutto c’è il lavoro”

Condividi la notizia:

Il candidato Alessandro Mazzoli

Il candidato Alessandro Mazzoli

Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni di inizio anno, come da consuetudine, diversi istituti, autorità, organizzazioni datoriali e sociali hanno diffuso i dati aggiornati sullo stato dell’economia italiana e sull’occupazione.

L’11% di italiani non ha un lavoro, e il 37% di loro sono giovani tra i 15 e i 24 anni. Nella Tuscia va ancora peggio: la disoccupazione ha toccato quota 12% tra gli adulti, 40% tra i ragazzi e le ragazze.

Sono numeri impressionanti per l’entità. Numeri che confermano come la situazione sta continuando a peggiorare, a dimostrazione di una recessione che ancora non è finita e, anzi, deve ancora scaricare tutti i suoi effetti.

Il 2013, al di là della propaganda, sarà quindi ancora un anno difficile. Bisognerebbe lavorare affinché sia l’ultimo col segno meno. La recessione che abbiamo vissuto in questi anni e che viviamo oggi in Europa non è paragonabile alle condizioni di crisi di altri paesi occidentali che pure ne sono stati colpiti. La recessione nei Paesi dell’Ue, e quindi in Italia, è figlia della scelta sbagliata e fallimentare dell’austerità come unica strada per venire fuori dalla crisi.

La sola austerità, fatta di tagli lineari e ciechi della spesa pubblica, ha prodotto la spirale perversa della recessione e della disoccupazione di massa. L’austerità è stata ed è la scelta, non tecnica ma politica, dei conservatori europei, che pensano ad un’Europa, dopo la crisi, con meno welfare, meno giustizia sociale e meno diritti.

E’ del tutto evidente che bisogna confermare il rigore nella gestione dei conti pubblici nel rispetto degli impegni europei. Ma è altrettanto evidente che senza rianimare la crescita, l’occupazione e i consumi non usciremo dalla crisi e non aggrediremo il problema del debito pubblico. Quindi oggi la priorità delle priorità è il lavoro.

E ogni risorsa recuperata dalla lotta all’evasione, dai risparmi dell’apparato pubblico, da una maggiore sobrietà della politica e da un fisco più equo e giusto deve essere orientata a favorire buona occupazione. E’ indispensabile redistribuire la ricchezza del paese che negli ultimi decenni per il 45% si è concentrata nelle mani del 10% di italiani.

Serve una politica che rimetta al centro scuola, formazione e ricerca, capace di ricostruire le linee fondamentali di una politica industriale che l’Italia non ha più avuto da molti anni e punti sull’economia sostenibile. Serve una politica che ritrovi lo spazio per investimenti in infrastrutture materiali e immateriali moderne, che riformi la pubblica amministrazione, sostenga le imprese che producono, innovano e danno posti di lavoro veri, che combatta la precarietà.

Sì, combatta la precarietà. Perché per troppo tempo dietro la domanda di flessibilità da parte del mercato del lavoro si è realizzato il più grande attacco al lavoro e alla dignità dei lavoratori. La flessibilità senza regole e senza diritti non ha nulla di moderno.

E’ solo un gigantesco ritorno al passato, quando l’Italia non era ancora un paese civile. E non parlo solo del lavoro dipendente. Parlo anche del lavoro dei professionisti, degli imprenditori, di che produce sapere e ricerca. Parlo del lavoro nella sua accezione più larga e comprensiva. Dunque, più lavoro e più equità. Questa è la proposta di fondo dei democratici e dei progressisti. Con questo l’Italia può ripartire.

Alessandro Mazzoli
Candidato alla Camera dei deputati nelle liste del Pd


Condividi la notizia:
16 gennaio, 2013

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR