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Appaltopoli, la procura vuole il processo subito

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La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile [4]

Operazione Genio e sregolatezza, la perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

Le perquisizioni della forestale [5]

Genio e sregolatezza, il blitz della forestale

I pm hanno deciso: sarà giudizio immediato.

La procura di Viterbo ha chiesto di mandare direttamente a giudizio gli arrestati di Genio e sregolatezza, la maxi inchiesta su una ventina di presunti appalti truccati nel Viterbese.

La palla, ora, passa al gip, che dovrà decidere se rigettare o accogliere la richiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. In tal caso, i 13 arrestati di appaltopoli andrebbero subito a processo, senza passare per l’udienza preliminare.

I magistrati hanno tutto l’interesse a percorrere questa strada. “Genio e sregolatezza” è un’altra corsa contro il tempo. Le turbative d’asta più vecchie sono già vecchie di quattro anni. La prescrizione avanza a grandi passi. Azzerare l’udienza preliminare significherebbe risparmiare tempo. Ma l’ultima parola è del gip.

Del gruppo di arrestati nei due blitz della forestale, solo il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi è ancora in carcere. Il suo avvocato ha appena presentato la sua seconda istanza al gip a distanza di poche settimane. Pm e giudice potrebbero decidere in merito anche entro la fine della settimana.

Liberi sono solo in tre: gli imprenditori Stefano Nicolai, Marcello Rossi e Angelo Anselmi. Ancora obbligo di firma per l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni. Tutti gli altri (gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Giuliano Bilancini, Daniela e Gianfranco Chiavarino, Fabrizio Giraldo, il sindaco di Graffignano Adriano Santori e la funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi) restano ai domiciliari.


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