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Politica - Il sindaco Marini tira le orecchie al direttore di Caffeina e al cantante lirico

Cari Antoniozzi e Rossi, sognare non costa niente…

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Il sindaco Giulio Marini

Il sindaco Giulio Marini

Riceviamo e pubblichiamo – Buoni propositi, ma partenza con il piede sbagliato per i neo aspiranti politici viterbesi Alfonso Antoniozzi e Filippo Rossi soprattutto per il modo poco elegante con cui sono stati citati i precedenti assessori alla Cultura.

Il “caramellaio”, ovvero il primo assessore alla Cultura con la mia amministrazione, l’ingegner Fabrizio Purchiaroni, e il secondo, Enrico Maria Contardo, sopraggiunto in un periodo già critico a livello economico.

Entrambi operativi e promotori di numerose iniziative, alla ricerca dell’evento migliore con il maggiore risparmio per l’amministrazione.

Ho letto con molta attenzione l’intervista rilasciata da Alfonso Antoniozzi e Filippo Rossi in merito ai progetti che entrambi hanno per la città di Viterbo.

Le loro parole mi hanno dato il giusto spunto per alcune riflessioni su quanto portato avanti in questi anni, opere incompiute comprese. A conti fatti i miei cinque anni a palazzo dei Priori chiudono in positivo, così come in positivo voglio interpretare quanto emerso dalle dichiarazioni di Antoniozzi e Rossi.

La totale insufficienza attribuita a questa amministrazione non la condivido ma la rispetto. A scuola l’insegnate avrebbe detto: ha le capacità ma non si applica. Nel mio caso potrei dire il contrario, mi applico ma le capacità economiche sono scarse. Qui però non stiamo a scuola, nessuno sta in cattedra. Qualche professore però, esprime giudizi e sentenzia condanne a discapito di progetti, opere e risorse.

Non ultimo, penso all’aeroporto e alla questione rifiuti. Evito di addentrarmi e commentare i circa 7 milioni di tagli da parte del governo Monti così come evito di ribadire la conseguente ripercussione sui bilanci comunali, sulla qualità della vita dei cittadini e sulla difficoltà per i comuni di programmare iniziative a medio termine.

Qui però si rende necessario fare qualche puntualizzazione e menzionare alcuni progetti in fase di realizzazione, altri conclusi, altri in attesa di finanziamento e altri che stanno andando a gara. Partiamo da quello che è sfuggito alla memoria dei due amici viterbesi e che va sotto il capitolo “riqualificazione”.

Mi salta subito alla mente il teatro Unione che il maestro Antoniozzi dovrebbe conoscere molto bene. Resterà chiuso ancora qualche mese, per poi essere restituito ai viterbesi restaurato e completamente a norma dal punto di vista della sicurezza. Penso poi al teatro cinema Genio, una struttura tornata a nuova vita, funzionante e operativa nel cuore della città, che ha ospitato il concerto di Capodanno grazie alla sinergia istituzionale, imprenditoriale e culturale.

Lasciando l’immediato centro storico e spostando l’orizzonte verso Valle Faul, penso immediatamente a tutto il progetto Plus e di conseguenza ai 13 milioni e mezzo finanziati dalla Regione Lazio per realizzare qualcosa che Viterbo non ha mai avuto. Il parco, gli ascensori, il recupero del Palazzo di Vico, i parcheggi tanto richiesti dai viterbesi.

Non dimentichiamo poi il recupero dell’ex gazometro e dell’ex mattatoio, il recupero delle mura civiche finanziato con un milione di euro dal ministero dei Beni culturali. Penso al vecchio tribunale di piazza Fontana Grande e al restauro dell’aula della ex Corte d’Assise.

Che dire poi di piazza Unità d’Italia, recuperata e restituita ai viterbesi per iniziative e spettacoli di vario genere, il teatro tenda creato per i mesi invernali, da me voluto, anzi preteso, in tempi strettissimi. Una tensostruttura che lo stesso Antoniozzi ha condiviso a prescindere dall’aspetto estetico, che ha ospitato già eventi per famiglie e, non ultimo, il Capodanno in piazza.

Restando nel campo delle strutture e dei luoghi destinati ad iniziative culturali e sociali penso alle scuderie di Sallupara, per 70 anni dimenticate e abbandonate ed ora nel pieno dei lavori di recupero. Volgendo lo sguardo ad altro ambito, agli eventi ad esempio, mi sembra di aver lasciato campo libero ad una manifestazione come Caffeina, co-ideata dallo stesso Filippo Rossi, che ogni anno attira migliaia e migliaia di persone.

Una manifestazione che è cresciuta in maniera esponenziale, sposata e condivisa dal tessuto cittadino ma anche e soprattutto da quello imprenditoriale tanto da divenire una fondazione. Il consenso imprenditoriale è determinante per la riuscita di una manifestazione, non solo, anche per l’avvio di una programmazione seria di eventi. E proprio Caffeina ne rappresenta la prova provata.

E’ vero, il nostro cartellone di iniziative natalizie è stato realizzato a novembre, mettendo in campo i risparmi dell’anno precedente per cercare di accendere il Natale in città. Lo abbiamo fatto a partire dall’albero per proseguire con le numerose iniziative nel centro storico.

I fondi esterni, provenienti dal tessuto economico e imprenditoriale del territorio, e non solo, arrivano e continueranno ad arrivare se la manifestazione merita. Ed è una ruota che gira se mossa contemporaneamente da questi due fattori: qualità della manifestazione e finanziamenti, o ancora meglio sponsorizzazioni.

Il metodo Caffeina è valido, la ruota gira e la città ne trae ampio beneficio in termini culturali, turistici e naturalmente economici. Il coinvolgimento e l’adesione da parte di privati e banche è fondamentale. Il comune di Viterbo si è da tempo rimboccato le maniche.

Lasciando ora da parte il festival letterario, manifestazione per eccellenza dell’estate viterbese, senza nulla togliere ad altre iniziative come il Tuscia Operafestival, Medioera, Tuscia in Jazz, il Tuscia Film Fest quest’anno parte integrante della stessa Caffeina, penso alla Macchina di Santa Rosa più volte citata nell’ambito dell’intervista. La Macchina di Santa Rosa quest’anno riceverà il riconoscimento Unesco come bene immateriale dell’umanità. Non mi sembra un dettaglio di poco conto.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, qualora dovesse verificarsi l’ipotesi della nuova giunta Rossi alla guida di palazzo dei Priori, vorrei segnalare che l’innovativo sistema Qr-Code, menzionato da Antoniozzi come la trovata del secolo, è in attesa di finanziamento da parte del ministero del Turismo, la nostra domanda l’abbiamo depositata un anno e mezzo.

Restando in tema innovazione e servizi, ricordiamo inoltre che, nel Plus, rientra la copertura wi-fi dell’intera città, nonché la nuova cartellonistica per l’informazione ai cittadini e ai turisti e infine otto postazioni bike sharing dislocate sul territorio viterbese. Non siamo proprio così arretrati.

Cosa dire della scesa in campo di Alfonso Antoniozzi e Filippo Rossi? Due persone capaci con ottime idee, sicuramente un po’ acerbi dal punto di vista amministrativo. Però hanno tanti sogni da realizzare e regalare ai viterbesi. E si sa, sognare non costa niente.

Giulio Marini
Sindaco di Viterbo


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16 gennaio, 2013

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