- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

E’ morto Alessandro Fioravanti

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

[3]

Il lago di Bolsena

[DTDinfo id=”adsenseinterno”]

Riceviamo e pubblichiamo – Se ne è andato un ragazzo di 95 anni.

Ci sono persone che hanno attraversato la nostra vita lasciando un segno così profondamente originale che la loro scomparsa, oltre ad addolorarci, ci sospinge ad indugiare nel ricordo, quasi per un bisogno interiore di ricomporre, alla luce dell’incontro con la loro esistenza, anche aspetti essenziali della nostra biografia.

Ricordare l’ingegner Alessandro Fioravanti, che ha concluso qualche giorno fa una vita intensa e consapevole, dopo aver ben speso anche l’ultima residua energia, assume per me questa complessa valenza.

Non mi muove soltanto un dovere civico, quello di rendere onore – da ex sindaco che ha avuto il privilegio di collaborare con lui – ad una personalità che ha dato lustro alla propria comunità, con il suo brillante ingegno e la sua passione disinteressata.

Le sue ricerche pioneristiche nel lago di Bolsena, la scoperta dell’abitato villanoviano del Gran Carro e di altri insediamenti protostorici sommersi, il suo contributo metodologico al processo di costituzione dell’archeologia subacquea come disciplina autonoma, l’ideazione e la realizzazione del Museo territoriale del Lago di Bolsena, la creazione dell’equipe subacquea del Museo, la sua ostinata battaglia per la difesa del lago, il suo amore per la storia e le tradizioni della propria città: sono tutti meriti che gli sono stati e dovranno essergli ancora di più pubblicamente riconosciuti.

In questo ricordo mi preme esprimere soprattutto un sentimento di riconoscenza personale nei confronti di un uomo che è stato decisivo per la formazione di tanti giovani che, come è capitato a me, si sono andati appassionando alla cultura e all’impegno civico attraverso l’esempio e la guida di questo “accademico di nulla accademia” come amava definirsi facendo il verso a Giordano Bruno.

Più che alla maschera del “dilettante” con cui aveva il vezzo di presentarsi e dietro cui si celavano invece un rigore e uno scrupolo intransigenti, è a questo spirito profondamente rinascimentale che mi piace associare la sua figura di ricercatore aperto, libero e sempre disponibile a scardinare le gabbie di ogni specialismo o tradizione disciplinare ufficialmente consolidata.

E se è vero che nelle citazioni che ci sono care si condensa e si illumina il senso di ciò che siamo o che vorremmo essere, non può sfuggirci quella che Alessandro Fioravanti aveva voluto mettere come epigrafe al suo libro teoricamente più impegnativo, Tecnica d’archeologia subacquea.

E’ il passo di una lettera di Giovanni Francesco Sagredo, l’ amico studioso che Galileo Galilei – quando la passione per la scienza sapeva ancora sposarsi con il gusto della letteratura – aveva voluto come personaggio del suo Dialogo su i due massimi sistemi del mondo: “et se tal volta mi do alla speculatione delle scienze, non credi già Vostra Signoria che io mi prosumi concorrere co’ professori di quelle, e tanto meno garrire con loro, ma solo per ricreare il mio animo, indagando liberamente, sciolto da ogni obligatione et affetto, la verità di alcuna propositione che sia di mio gusto”.

Mi piace ricordare Alessandro Fioravanti con quest’aura di leggerezza, di gioia e quasi di impertinenza giovanile, che egli non voleva rinunciare a mostrare, anche dopo che la scomparsa di Gabriella, la compagna di tutta una vita, l’aveva segnata di una venatura di tristezza e di superiore saggezza.

Luciano Dottarelli


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [4]
  • [1]
  • [2]