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Macchina del fango, dissequestrati i pc di Gianlorenzo

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Paolo Gianlorenzo [3]

Paolo Gianlorenzo

Franco Fiorito esce dalla procura di Viterbo [4]

Franco Fiorito

E’ stato dissequestrato il materiale informatico di Paolo Gianlorenzo.

Il giornalista indagato per la presunta macchina del fango a danno di suoi avversari politici è stato convocato in procura a Viterbo ieri mattina.

Gli agenti della polizia stradale che, cinque mesi fa, avevano perquisito il suo ufficio, gli hanno restituito tutte le attrezzature sequestrate: due computer, due hard disk, un cellulare, un tablet e cinque chiavette usb. Tutti supporti che il pm Massimiliano Siddi, titolare dell’indagine, ha fatto passare al setaccio da un consulente, così come i conti del giornalista, sospettato di aver percepito compensi in cambio di pesanti attacchi a mezzo stampa.

Due i bersagli più frequenti: il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli e l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Francesco Battistoni. Quest’ultimo era il nemico numero uno dell’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli. I magistrati ipotizzano che, tra il giornalista e l’assessora, ci fosse un accordo preciso: soldi, e quindi pubblicità, in cambio di feroci articoli di giornale contro Battistoni. E’ partita da qui la poderosa inchiesta sulla macchina del fango, arrivata a coinvolgere una decina di indagati, ripartiti tra vari filoni.

Gli investigatori indagano sul caso dalla fine del 2011. Per due volte sono tornati nell’ufficio di Gianlorenzo: a marzo e a settembre, quando il calderone macchina del fango si era già intersecato con la bomba Fiorito e il dossier con le fatture taroccate.

Proprio in questi giorni, intanto, il giornalista ha cambiato avvocato. Al professor Carlo Taormina ha deciso di affiancare Samuele De Santis, mentre Massimo Meloni continua ad assisterlo a Civitavecchia nell’altra macchina del fango contro il sindaco Tidei.

Per la difesa di Gianlorenzo, il dissequestro del materiale informatico è il segnale che la procura ha fatto il grosso del lavoro ed è alle prese con gli ultimi ritocchi.

Il cerchio si stringe e si tirano le somme. Il tempo a disposizione per le indagini sta per scadere. Gli inquirenti sarebbero intenzionati a iniziare quanto prima gli interrogatori degli indagati. Qualcuno, già fissato, è slittato solo perché l’avvocato era a casa con la febbre. Ma la sfilata in procura è questione di giorni. Pochi, secondo indiscrezioni. Forse già ai primi di marzo qualche faccia nota potrebbe tornare ad aggirarsi nei corridoi di via Falcone e Borsellino.


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