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Viterbo - Comune - Il sindaco Marini vede una mossa politica e opportunistica nelle dimissioni dell'assessore Zucchi

“Sandro, vuoi votare Pd? Basta dirlo”

di Giuseppe Ferlicca
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Marini e Zucchi, c'eravamo tanto amati

– “Vuoi votare il Pd? Benissimo, non è che ti devi giustificare, nessuno morde, ma tra amici si parla, poi ognuno per la sua strada”.

Le dimissioni dell’assessore Sandro Zucchi non hanno lasciato indifferente il sindaco Giulio Marini e lo ha detto subito, poi a mente fredda lo ribadisce.

Visto il rapporto tra i due, almeno una telefonata se l’aspettava. Invece la comunicazione è arrivata per lettera.

Si mormora che l’ex assessore possa appoggiare esponenti del Partito democratico alla Regione e al Comune i pensieri di Zucchi sarebbero più (Col)diretti verso un esponente della società civile.

Nulla da eccepire per il sindaco. “Capisco pure che si voglia fare una scelta di campo diversa, se così dovesse essere – prosegue Marini – ma la serena e cordiale amicizia che c’è stata tra noi forse imponeva un comportamento diverso.

Me lo dici e basta, sto pensando a un cambiamento. Punto. Invece di ritorno da Civitavecchia per il protocollo d’intesa per il porto, che prevede anche la Trasversale, mi hanno chiamato perché avevano letto su Tusciaweb che Zucchi si era dimesso e arrivato in Comune il segretario generale mi ha portato la lettera.

Sono rimasto perplesso e soprattutto ci sono rimasto male. Non c’è stata crisi, problemi. Niente. Uno si sveglia la mattina e dice: mi dimetto. Non c’erano motivazioni amministrative”.

Come no? Zucchi ha dipinto un quadro dell’assessorato ai Servizi sociali disastroso. Niente soldi, niente programmazione. Il nulla.

“Difficoltà ce le hanno tutte le amministrazioni – osserva Marini – pochi stanziamenti, ma mi pare che dove possibile stiamo cercando di dare risposte concrete a tutti. E’ un gesto inspiegabile, se non per scelte prettamente politiche. E’ l’unica cosa che mi viene in mente.

Nessuna baruffa tra me e lui, anzi, un rapporto cordialissimo. Visto il momento che stiamo attraversando, era il caso di dedicarsi con passione a un assessorato importante. Le risorse sono le stesse che aveva Sabatini. Non è cambiato niente.

Eppure abbiamo inaugurato i lavori per un nuovo asilo nuovo, tutto sommato qualcosa di buono lo stiamo facendo, non c’è un’involuzione”.

Dalle dimissioni non vi siete più sentiti. “Mi pare che non devo essere io a chiamarlo – precisa il sindaco – poi, se qualcuno non ti dice il perché di una scelta, non puoi andare con le pinze e tirare fuori quello che pensa.

E’ il comportamento che mi ha amareggiato, tutto il resto lo comprendo. Se fossero veri, anche eventuali cambiamenti o passaggi politici non mi creerebbero problemi”.

Adesso ha preso in carico e sue deleghe. “Per adesso le conservo io – precisa Marini – sono giorni complicati, non amplio la giunta. Possono essere riassegnate a chi è già presente o valutare altre ipotesi. La giunta va bene ridurla a sei, ma adesso siamo arrivati a cinque”.

Giuseppe Ferlicca


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9 febbraio, 2013

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